Le differenze filosofiche tra scienza e politica

E’ incredibile il diverso atteggiamento di politica e scienza.

Chi legge un articolo scientifico parte “diffidente”,  o meglio, per accettare la verità scritta nell’articolo si ha bisogno di vedere tesi, argomentazioni, citazioni, ragionamenti… Si deve dimostrare che quanto affermato è una cosa vera, se no, a priori, non viene creduta.

“Tutto è falso eccetto ciò che vien dimostrato vero.”

Nella politica è l’opposto. A priori crediamo a ciò che ci viene detto, non ci interessiamo di argomentazioni, citazioni, ragionamenti, semplicemente accettiamo subito la cosa detta prendendola per verità, sarà poi compito di altri smentire.

“Tutto è vero eccetto ciò che vien dimostrato falso.”

Mi sembra assurdo che due meccanismi così agli antipodi l’uno dall’altro coesistano nella stessa società. E’ come il coesistere di due filosofie opposte all’interno dello stesso essere umano. Una normale mente darebbe di matto. Beh, in effetti, anche la nostra società sta dando di matto…

Giacomo

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Default, capitalismo, povertà,

Dal feudalesimo al colonialismo.
Dall’imperialismo al capitalismo.

Oggi direi che viviamo nell’economismo.
L’economia comanda e le sue leggi governano tutto. Le scelte politiche sono estremamente influenzate dai loro risvolti economici, tant’è che i politici sono uomini d’affari, gestori di appalti, imprenditori, e scambiano favori con altri imprenditori, fanno leggi ad hoc, e si favoreggiano l’uno con l’altro. E così dal grande al piccolo nella vita di ogni persona le scelte vengono fatte in misura del rendiconto economico e sempre più la morale e l’etica vengono calpestate dalle leggi dell’economia. L’economia permette sovrabbondanza e sprechi in certe nazioni e povertà fame malnutrizione in altre. Le guerre nascondono tutte macchiavellici scopi economici e non è raro scoprire la multinazionale che fa i soldi da uno scontro piuttosto che da uno sterminio. L’inquinamento ambientale è una voce di spesa valutata e predetta  sui conti economici delle più grandi aziende. Ci siamo talmente abituati a questo sistema che ci sembra normale che in inverno un manichino vestito di tutto punto stia al caldo dietro una vetrina e un barbone malconcio muoia di freddo sul marciapiede davanti.  Esiste persino un libro che conta le morti causate dal nostro sistema economico.

A me sembra che i segnali d’allarme che il sistema non funzioni più sono tanti, troppi.

Gli stati ricchi fanno default.
E’ partita l’Islanda, poi la Grecia è stata salvata da un miracolo e continua a chiedere maxiprestiti per sopravvivere. L’Irlanda è messa malissimo, l’Ucraina molto male, Portogallo e Spagna pure, Slovenia e Slovacchia a seguire. E solo per citare alcuni tra gli esempi più gravi.
L’Italia ha appena avuto una crisi recentissima durante la settimana scorsa e ci siamo salvati dal default per un soffio, gli USA hanno un conto alla rovescia con scadenza il 2 di agosto per risolvere la questione e mettersi d’accordo sul tetto del debito se no faranno default pure loro.

Cosa sta accadendo?
Siamo giunti al termine?
Il sistema non funziona più?

Sto aspettando un cambiamento radicale, su vasta scala, che sconvolgerà le vite di tutti. E’ finita l’era del capitalismo. Oggi occorre rimboccarsi le maniche e studiare un nuovo modo di vita, sostenibile, equo, giusto, da capo, dal principio.

Non è possibile che accada questo:

Mentre noi pensiamo a questo:

Giacomo