Ingenuo, sfigato.

-Ingenuo-
Chiamatemi pure così,
non m’importa.
-Sfigato-
Me ne frego.
-Sei sfigato-
Lo sarei davvero
se fossi come voi
Non voglio
le catene
che usate per adornarvi,
tenetevele.
Voglio il mondo
e la libertà
e non mi bagnerei la bocca
con quest’acqua parola
se non l’avessi assaggiata.
Essere spontaneo
senza freni
toglierli
strapparli
uno ad uno
come le sbarre di una gabbia
è dura
lo so
essere liberi
dai nostri preconcetti zavorra
più facile parlarne
senza saperne il gusto.
Il cuore mi si alza così
piuma
nell’aria
non è piombo né ruggine
oggi volo
tra le sberle e le carezze
l’ho scelto
vivete voi l’indifferenza
il fango d’inibizione
e l’aria stantia
di chi si reprime lo slancio.

Giacomo

Era la pioggia

Era la pioggia, quell’istante
in cui sola, quella scelta che eri
e che hai abbandonato,
ora lontana, immagine riflessa
in una sfera di alabastro,
lentamente sbiadisce e s’allarga
come inchiostro nell’acqua.

Era la notte lungo la costa,
era la solitudine della tua gabbia
che faticosamente avevi costruito,
cio’ che eri ma che non eri,
e cosi’ non mi vedevi piu’ dalla tua stanza.

Giacomo

Dipinto di Elisabetta Bernardi (Betz86)