Congedo

Quando il giorno della partenza si avvicina ripensi a tutte le cose che avevi detto avresti fatto prima di andartene. E così ti accorgi che ti manca la visita al museo d’arte contemporanea, la birra al Café du Lys, il concerto jazz al conservatorio di Pâquis. Osservi gli alberi del viale, il solito, con sguardo nostalgico. Ti soffermi su ogni foglia, i fiori di questa stagione e, in silenzio, ti congedi.

Passeggiando per le strade che conosci a memoria ti spingi dietro l’angolo per vedere cosa c’è: sai che non puoi rimandare. Poi cominci l’elenco delle persone e luoghi che vuoi salutare pensando “È l’ultima volta”. Leggere in riva al lago, fare la spesa al mercato, cenare a Le Calamar, fare colazione alla Galérie, cantare “La collina dei ciliegi”  e “Garota de Ipanema”. Per l’ultima volta.

Il ritorno – inutile prendersi in giro – è incerto e sarà differente.

Arianna