Voglia di…

Avrei proprio voglia di stare sempre nello stesso posto, per una volta.

Basta treni, basta voli ryanair, basta fare e disfare la valigia, basta Dove sarà quella maglietta? Devo ricordarmi di prendere la trapunta estiva e di portare su la giacca. Mi servirà il computer questo week-end? Dovrei andare dal dentista, quando sarò qui in un giorno lavorativo?

Sarebbe bellissimo avere tutte le mie cose lì davanti ai miei occhi, una stanza sola, sempre quella, e bon.

Ma più di tutto sarebbe bello avere lì tutte le persone a cui voglio bene, amici, parenti, tutti. Tutti lì insieme nella stanza, con la mia lampada di klimt e il silk epil.

Vorrei non dover più vivere la mia vita a pezzi, a compartimenti, tanti frammenti che non combaciano bene tra loro.

Che incredibile sensazione dev’essere stare in un posto senza voler anche stare in un altro, perchè non c’è un altro, c’è quello e punto. Una vita sola, un luogo solo, una stanza sola, una sola routine, una sola sfera affettiva.

Forse sto invecchiando un po’, e non ho più forza per queste cose, o forse stasera sono solo molto stanca e a settembre farò di nuovo la valigia, prenoterò un volo, e partirò per un posto nuovo ancora, un altro crack e la mia vita si spezzerà ancora, un frammento in più da gestire, ma anche tante cose nuove da imparare e da vivere.

Si ringrazia dello scritto
Francesca Cestari

Responsabilità, rispetto, cura

Ansvar, respekt, omsorg

In una scuola in Danimarca, in tutte le aule, i corridoi, la biblioteca, la palestra, i bagni: ansvar, respekt, omsorg.
Responsabilità, rispetto, cura.

Responsabilità: abituarsi a compiere delle scelte e ad assumerne le conseguenze. Se non ho voglia di seguire una lezione, l’insegnante mi dice: “Scegli: o stai in classe e partecipi attivamente, oppure vai fuori e fai quel che ti pare. Se scegli di uscire, sai che dovrai passare l’intervallo nella stanza degli insegnanti”. 
Rispetto: la mia libertà di azione non deve limitare quella degli altri. Posso ascoltare musica mentre lavoro individualmente, ma devo tenere il volume basso per non disturbare i miei compagni. Posso mangiare durante la lezione, ma in silenzio e facendo attenzione a non sporcare il banco.
Cura: a prescindere dal motivo (per colpa o per destino), ci sono alcune persone che sperimentano maggiori difficoltà rispetto ad altre. Cura significa guardarmi intorno e capire chi ha bisogno di una mano, e poi dargliela. Ma significa anche non aver paura di chiedere aiuto, se sono io a trovarmi in difficoltà.

Ecco cosa imparano i bambini danesi a scuola. O, per lo meno, imparano che questo è quello che dovrebbero imparare, imparano che questo è ciò che i loro insegnanti reputano davvero importante.

 
Arianna