nell’urlo, la rabbia

sasso nel dirupo
e s’avvia, frana,
slavina di nervi,
indomabile tigre,
bestia da schiaffi,
ti vedo ti sento
seme dell’odio,
che mi consoli,
mi accompagni,
mi difendi
violento;
rabbia:
vecchia amica
ti rincontro,
inconscia,
strega,
e sotto il velo,
lentamente,
dopo tanta fatica,
scorgo il tuo volto:
…e nell’urlo
riconosco me stesso.

Giacomo

translation:

rock in a gorge
it begins, landslide,
avalanche of nerves,
untamed tiger,
beast made to be slapped,
I see you I feel you
seed of hatred
you that consul me,
you that accompany me,
you that defend me
violent;
anger:
old friend
we meet again
unconscious,
witch,
and under the veil,
slowly,
after so much effort,
I see your face:
…and in the shriek
I recognize myself.

Giacomo

Illusione e inganno

Nell’Antropologia filosofica, Kant distingue tra illusione (illusio) e inganno (fraus). C’illudiamo quando accettiamo consapevolmente di sospendere la nostra incredulità e crediamo a quel che non è reale. Illusione è gioco, poesia, teatro, arte. L’illusione non contraddice la verità, perché è consapevole.
Al contrario, c’inganniamo quando, inconsapevolmente, prendiamo per vero quel che vero non è. Inganno è una copia scambiata per l’originale. L’inganno è falso, perché è inconsapevole.
Quindi: illudiamoci, ma non inganniamoci. Illudiamo, ma non inganniamo.

Arianna