Maldestri

Chiusi in una stanza, al buio, cerchiamo l’uscita. Nient’altro.

Ma la stanza è piena, e pure disordinata: mobili, quadri alle pareti, oggetti d’ogni tipo sparsi per terra. Sbattiamo contro gli spigoli, inciampiamo. Ricoperti di lividi, chiediamo scusa alle cose, ci preoccupiamo per gli angoli taglienti urtati per sbaglio, confusi speriamo in un perdono che  – ci sembra – non meritiamo.

Poveri mobili, quadri alle pareti, oggetti d’ogni tipo sparsi per terra! Ah, quanta sofferenza inutile!

Arianna

Anestesia locale

Come rispondere “bene, dài”
come niente d’importante
come riesci, se hai tempo, del resto
come “chissà dov’ho messo”
come un livido che non sai com’è che
come gli organi, dentro, quando sani 

gravità
di cose che cadono
senz’emozione.

Arianna