Breviario del dissacratore

L’elemosina è dare dei soldi a qualcuno che ne manifesta il bisogno. Nel canone, a fondo perduto. Io invece non voglio fare l’elemosina per farla, ma come investimento. Quando mi chiedi delle monetine le ramificazioni quantistiche dell’evento elemosina sono molteplici: ti ci comprerai del cibo? O una dose? Un libro? Li metterai nella cassa di famiglia? Io non lo so. La verità è che non ci possiamo divincolare dalla catena delle cause e degli effetti. La mia cosiddetta buona azione può avere una cattiva re-azione, il motore della sequenza – la mia moneta che cade nella mano questuante – può innescare un meccanismo che si allontana dalla originaria bontà dell’azione. Certo, la mia anima sarà più salva della tua, secondo i dettami della religione – che si rivela così fondata su una salvificazione del tutto egoistica, individualistica (e poi parlavano dell’etica protestante…), ma non garantirò la salvezza della tua, agendo così nel modo più lontano possibile dal buon cristiano. Così la carità è smascherata e dissacrata.

Gianmarco, Dissacro e Profano
Ateologo italiano

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