Smania di luce

Cartier getta diademiDSC_0033

oscuri nella notte

e la mela rimane

con la scorza ferita

acerba e incompiuta

là in alto, e vivifica

le figure spettrali

di persone che vanno

come fieri fantasmi

o mannari alle lune

del lusso e degli schermi

e dita sopra e asettico

pulito di niente,

come una mètro stanca

metallica e chiara

di igienico splendore

abbandonata nel buio

d’una via sotterranea.

Incartati nei pixel

gioielli di natale

ed un brusio meccanico

tra le solite note

che si muta in urlo

di possesso e di spesa.

Sono quasi un naufrago

ammarato sbagliato

al formicaio asfaltato

dei ricchi e dei poveri,

del consumo sfrenato

di diamanti e di i-phòne.

fotografia:  luci  natalizie e maxischermi a Hongkong

Giulio

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Voltare pagina?

E’ incredibile come i discorsi invecchino.
Ciò che combinava il premier anni fa ormai non ha più importanza, perchè è un discorso vecchio, obsoleto. Ne parli tanto, tanto, e poi lo vedi scivolare via, questo tema, come una nuvola che ti si ferma sopra la testa e poi passa e va. Così parlare di lei, di quella nuvola, quando è lontana, diventa cosa che non si fa, non interessante, non utile.
Così finisce nel pozzo ciò che ha combinato costui e la gente dimentica, dimentica velocemente, e finiscono nel pozzo, quello nero pitch black profondo del dimenticatoio, numerosissime cose che non andrebbero mai dimenticate. Finiscono là le memorie su Auschwitz, le parole di libertà e uguaglianza dei grandi pensatori del secolo scorso, finisce là ciò che è stato detto sui consumi, sulla crisi del terzo mondo, finisce là ciò che è scomodo e che è preferibile non vedere, va nel pozzo ciò che si sa dell’inquinamento, il surriscaldamento globale, la fame e la povertà. Va nel pozzo qualsiasi cosa, tant’è che a volte ho la sensazione che siano finite laggiù pure le parole del Cristo, del Buddha e di questi grandissimi. Perchè ormai son duemila anni che se ne parla e oggi è giusto voltare pagina, con classe però, da veri signori del ventunesimo secolo: voltiamo pagina con quel tocco leggero di dita che usiamo sul touch screen dell’iphone.

Giacomo