Limite (2)

Mi dispiace, ti penso, senz’altro il tempoIMG_3383
il tempo
senz’altro.

Quanto, poco, le cose che posso possiamo
la rabbia, dici anche la rabbia, certo
e non sai dove, come
inaccettabile, hai ragione.

Sperimento il limite:
vorrei
non posso.

Arianna

Foto: Isola Polvese, Umbria 2014

 

 

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Il limite

Il confine è all’ordine del giorno, il confine è sui giornali. Moltissimo della nostra vita si riassume in una continua guerra al diverso, dettata da una xenofobia quasi ancestrale, quasi non-umana per la sua complessità, per il suo radicamento e la sua frequenza in ognuno.

A livello fisico, mentale, emotivo, a livello della personalità, a livello di società quasi tutto l’atteggiamento umano si riassume nella paura del diverso.

Così, con il confine ed il muro, teniamo gli altri lontani e al contempo delimitiamo ciò che siamo davvero. Siamo “di qua” rispetto al “di là”. Siamo belli e non brutti, simpatici e non stronzi, bianchi e non neri, forti e non deboli, israeliani e non palestinesi, umanisti e non scienziati e tutti i contrari e tutti gli opposti. E gli altri stanno fuori. Non sappiamo dove, ma fuori.

Il confine ci delimita, segna la geografia della nostra nazione, ma anche della nostra personalità e della nostra vita. Attraverso la distanza dall’altro prendiamo coscienza di noi stessi. Sono convinto che se arrivassero gli “alieni” saremmo d’improvviso più consapevoli di essere “esseri umani”. Quelli però tardano e noi ci scanniamo.

Più il nostro confine è chiuso vicino al nostro centro, più si manifesta la nostra piccolezza. Il confine rappresenta il limite della nostra mente. Questo oggi mi è chiaro. Per ogni essere umano che teniamo fuori, per ogni emozione, ogni sfaccettatura che guardiamo come altro, per ognuna di queste cose, noi siamo più piccoli, sempre più piccoli.

Sempre più piccoli, più piccoli, più piccoli. Sempre più piccoli…

Giulio

Nell’intorno del limite di sopportazione

Suona strano dirla cosi’ papale papale, ma nella vita mi pare che le soluzioni arrivino sempre quando si sta per ragiungere il limite di sopportazione. Tutto si concentra in quell’intorno del limite dove nasce la Possibilita’ che qualcosa cambi, che si risolva una situazione scomoda, difficile o insopportabile, qualunque essa sia. E’ difficile ammetterlo, ma spesso quello che bisogna patire per arrivare vicino al limite e ottenere il cambiamento, e’ davvero tanto. Tuttavia vige sempre la legge che piu’ uno sacrifica piu’ uno guadagna. E percio’…Si continua su questa strada che credo sia anche la sola che ci e’ data di percorrere per fare dei passi avanti.

Giacomo