E io dov’ero?

Non so, non ricordo. Davvero quella mattina non saprei dire, con esattezza, eppure qualcosa avrò fatto, sarò stata in qualche posto, il mio corpo avrà occupato uno spazio, come sempre avrò respirato, mi sarò grattata la fronte in cerca d’un pensiero che senz’altro – per la conoscenza che ne ho adesso, cioè dopo – non era quello più appropriato per il momento, le circostanze, e lo so, lo so che non c’entra, farmene una colpa sarebbe peccare di presunzione, però il divario, la distanza tra i vissuti, ecco la distanza, sì, il ritiro dal mondo (questo) di un io che sei tu, sei tu, ancora una volta, sola.
Mentre tu ti trovavi, io ero in un posto che non so, a fare qualcosa, che non ricordo. Il fatto è semplice: siamo state lontane.

Ora lascia che ti tenga stretta.

Arianna

Il canto delle gru

Insegnami la distanza
tra i nostri due centri
allungati stirati – lo vedi? –
non uno, non uno
due cerchi
due pance
ragazze
che ridono insieme.

Insegnami la vicinanza
tra questi due poli magnetici,
io non capisco più,
sbatto la testa
soffro sai se si respingono!?
E allora vorrei dire basta!
smettere di avvicinarmi
quando mi allontani,
sì! smettere di farlo
addio.

 

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