Non potete comprare

Non potete comprare il vento

Non potete comprare l’aria

Non potete comprare la luna ed il sole

Non potete comprare il fulmine

Esplosero i mari ed i ghiacciai

Esplosero rocce diamanti e paure

Esplosero isole monumenti di marmo e caverne improvvise

Esplose il tempo delle prime cose

Esplose il tempo dei primi sogni e delle pietre amiche

Furono ridisegnati promontori dell’inizio

Furono ridisegnate le fasce orari e i templi della memoria

Furono scritte le nuove regole delle aquile e degli albatros

Furono inventate le frecce del ritorno

Fu inventato il pane del domani

Fu inventato il sentiero della caccia

Furono inventate le città e i comignoli angolari

Furono inventate le regole della guerra e della morte

Fu inventato il potere

Fu inventato il segno della parola

Non potrete mai comprare il dolore delle madri e dei cervi

Non potrete mai comprare il sogno

Non potrete mai comprare la memoria e la fantasia

Non potrete mai comprare la fede

Non potrete mai comprare la paura

Non potrete mai comprare la gioia

Non potrete mai comprare la velocità del falco

Non potrete mai comprare lo sguardo del ghepardo

Non potrete mai comprare la luce dell’intelligenza

Non potrete mai andare nel negozio degli sguardi

Non potrete mai recarvi nella boutique della speranza

Non potrete mai entrare nel mercato del silenzio

Non potrete mai acquistare qualcosa nelle bancarelle

dell’infinito

Non potrete mai comprare la notte

Non potrete mai comprare le lacrime di dio

Non potrete mai comprare il sudore della terra

Nacquero le parole del vento e della vendetta

Nacquero il gioco delle rondini e la tenerezza degli abbracci

Nacque il fumo delle città

Nacque il terrore dell’acciaio e delle corde

Nacquero croci e bandiere senza nome

Nacquero maschere e fontane

Nacquero campane giostre ed aquiloni

Nacquero le urla delle rivoluzioni e delle streghe

Nacquero orologi e pistole avvelenate

Nacquero libri e medicine senza denti

Non potrete mai comprare il domani delle libellule e dei

cortili

Non potrete mai comprare gli addii e gli sguardi della storia

Non potrete mai comprare le dolci sinuosità della

melanconia

Non potrete mai comprare queste parole

Si ringrazia per la collaborazione

Paul Sark

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Eclissi

Eclissi di sole parziale a Milano: le nuvole copriranno il sole per tutto il giorno. È il duro mondo, Luna: sono arrivate prima loro.

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Il problema, o la verità (cioè, la verità è il problema) è che la FIAT vuole andarsene dall’Italia. L’orgoglio nazional-industriale non può certo permetterlo. Ma quanto può essere produttivo costringere un’azienda a rimanere dove non ha interesse a rimanere?  Come un figlio capriccioso che vuole andarsene di casa, ma ci resta un po’ per rendere ai genitori la vita difficile, un po’ per comodità. Da un lato la logica imprenditoriale dirotta la produzione verso lidi più ameni, dall’altro il dirottamento ha conseguenze importanti sulla vita di una buona parte della popolazione. Già, un dilemma o un paradosso à la Zenone, o forse soltanto la cancrena di un sistema politico-industriale vicino al collasso.

* * *

Non si trova Yara. I giornalisti dicono che le informazioni a riguardo sono coperte dal massimo riserbo. Ci mancherebbe: come servizio d’informazione, il massimo che dovrebbe essere concesso di dire ai tiggì è: «Scomparsa ragazza in provincia di…  Fatta così così e così, al momento della scomparsa ecc. Gli inquirenti indagano. Nel caso la vediate, chiamate il.» e poi «Continuano le ricerche di Yara. Nessuna novità/Aggiornamenti. Gli inquirenti continuano. Se la vedete chiamate il.» Questa è informazione; tutto il resto è Barbara D’Urso.

* * *

L’eclissi di una sazia e spenta civiltà.
Questo vuoto esploderà. Esploderà.
(Subsonica, La glaciazione, ‘L’Eclissi’, 2007)

Gianmarco

Latte di luna e labbra

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Latte
di luna e labbra
nel bianco del Kefir,
il lago nudo, avvinghiati alla liana
i tuoi capelli, d’onda
appena bagnati.

Mare
azzurroverde profondo
vicino
l’atollo, nero pupilla:
finestra sulla vallata di sotto
solo vento tra le foglie dell’ananas.

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Giacomo

dipinto di Sergio Lai, 2004

Chiaro di luna

Guarda su, guarda in alto, verso
quel sole che splende con grinta
il tempo si ferma questa mattina
come sempre quando pace ti siedi.

Non lo fare per poi riprendere
a correre ancora, vivere a salti
tra un’onda e l’altra e respirare
ad intermittenza, luce pulsante.

Non c’è pausa nel fiorire del gelso
o nel volo elegante di un airone
e tu, tu splendi bellezza tenera
che non te ne accorgi, mistico
chiaro di luna, lacrime ascolta.


Giacomo

immagine liberamente tratta dal
sito www.monicascaglione.it