Il sogno della circolare

Nell’alba la nebbia si stacca da terra
nell’alba
prega il torrente al confine
la preghiera dei sassi.
E’ lunedì e si sente il suono dell’acqua.
Vedremo il perché.
Ancora riposa la sega
e la pialla
già sveglia aspetta le mani.
Aspetterà ancora a lungo,
vedremo il perché.
I tronchi e i pacchi di travi
sembrano un vicolo cieco
solo da sopra si scorge il disegno
o da dentro
da dove quel sogno proviene.
Come a saperlo
stamane distilla ogni legno
un sudore di ambra comune
non è proprio un pianto
piuttosto un dialetto
un modo per annunciare
la morte del segantino.
Questo dedalo d’assi
macchinari, muletti
è lasciato alla terra
è lasciato agli eredi
sporco di fango e fatica
di cui
la famiglia non sa più che fare.
E’ ancora presto e d’inverno
il lavoro inizia con calma.
Oggi però
la calma è protratta
e sogna ancora la sega
di tronchi d’ebano e oriente
e nel sogno
strano le pare
che non sia ancora tempo
di spaccarsi la schiena.

Mi si stringe il cuore

Mi si stringe il cuore
si fa piccolo per far fuori
i non voglio
i non ancora
che però sono dentro
da prima, e lì restano.

Mi si stringe il cuore
proprio adesso
che dovrei allargarlo
per fare spazio
a quel poco
che pure, e invece.

Mi si stringe il cuore
come un lavaggio sbagliato
zuppo e pesante
di tristezza.

Da dove parli?

Parli dal luogo
dov’è iniziato,
da cui è partito
a scricchiolare
più forte e minaccioso,
dal punto in cui
la paura
è diventata cicatrice
molle non tenera
sulla tua fronte.

Da quel posto
mi parli
con voce vuota
di parole
ma densa di sospiri, sei
ancora lì,
dove ti è rimbalzata addosso
la colpa, avida
e nera
come una zecca.

È possibile, quindi

È possibile, quindi,
udire
le sirene delle ambulanze
e insieme
il tuo trillo gioioso
nel gioco del cucù.

È possibile, quindi,
non dire
la paura
che prima o poi
né il sollievo,
inaspettato,
quando infine.

È possibile, quindi,
lasciare la presa
smettere ogni sforzo
e lasciarsi accadere.

 

 

È andata com’è andata

Dicevi che io
avevo arricchito
la coppia
e lei
equilibrato
il rapporto con me:
prima unica, adesso
sorella.

Certo, poi è successo
quello
che è successo,
non subito però,
eh no, all’inizio no.

Dopo, una volta successo,
le cose sono andate
un po’ tutte
così, in generale
diciamo è andata
com’è andata.

E com’è andata
esattamente, mamma?
Vorrei chiederlo
con occhi puliti
di meraviglia,
vorrei ascoltarlo
con la voce
di chi ancora non parla
e dopo il tuo racconto
dire: Ah
di di di
tate
e battere le mani.

Perché è andata
com’è andata
ma noi, accidenti,
siamo stati bravi:
bravissimi.

 

 

 

 

Ti ho vista pregare

Ti ho vista pregare
seduta sul divano
in punta, al solito,
timorosa di disturbare
d’imprimere
il tuo segno nel mondo.

Era sera, ieri, e tu
dicevi
il desiderio profondo
del tuo cuore.

Io non lo chiedo più, mamma,
ho smesso
fa male
il semplice desiderare.

Scava, apre, illumina
lo scarto
tra questo dolore, vivo,
e il possibile di prima,
immaginato.

Mia sorella però è tua figlia
e una mamma
non si arrende.

Il dio dei credenti

Il dio dei credenti
non è
come noi
che dopo un certo
tempo
imploriamo una svolta
una fine
basta.

 

 

Lui invece
non si stanca
di aspettare
di guardarti
e nota la prima
piccola curva
all’insù.

Seme d’un sorriso.

Foto: Danimarca 2010

Ci riempiamo la bocca

Ci riempiamo la bocca
nei pranzi della domenica
di grassi animali
e parole
come meglio, migliorata, neanche
a paragonare.

Prima peggio:
ma ora?
Abbiamo la forza
di perdonare i più fortunati
che si lamentano
del caldo e del freddo, della gente
senza rispetto?

Davvero possiamo
lasciar andare la rabbia
e il desiderio
dolente
d’una famiglia la domenica,
con due figlie adulte?

Foto: Torino (Cavallerizza) 2017

 

Non esistono formule magiche

Non esistono formule magiche:
il dottore parla
dell’essere
e del non essere.

Non dice (come altre volte)
forse
dati clinici
la reazione al farmaco
no: adesso è certo.

Non esistono formule:
impossibile isolare
i singoli
elementi (quantità, qualità)
osservare
relazioni stabili
prevedere.

Non esistono formule
e neppure magie
parole
gesti capaci
di fare cose
con i desideri.

Non esistono formule magiche:
restiamo senza
un attimo
lungo, poi
torniamo a cercare.

IMG_7427

Foto: Iran 2017 – Le torri del silenzio