Malinconia

Potessi scavarti negli occhi
estrarne globi di cemento
e ad essi legato
immergermi nell’alcova del tuo spirito.
Potessi scegliere un abisso
verrei nel tuo petrolio fondo
in te oserei
l’apnea del mare vasto
in te l’icaro profondo.
Giungerei all’eremo subacqueo
come al luogo in cui il gelido giaciglio
s’apre in magma, in crepe di vermiglio;
edificherei là un tempio rame e fiori
un nido metallico per aquile marine
nell’incavo ceruleo
del tuo cuore nascondiglio:
un giglio solitario per occhi di bambine.

Giulio

 

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Malinconia

Momenti in cui:
malinconia.
Passato,
attaccamento,
e poi emergono
antiche emozioni,
Immagini
di un cielo stellato:
l’infinito correre sulla mia pelle
come fosse vento…
…forse…
…forse è il cielo
la mia nostalgia ancestrale,
quando il suo blu
si fonde, laggiù in fondo
con l’oceano,
e respirando l’eterno,
seduto sul muretto del porto,
mi ritrovo oltre il mio corpo,
divento cielo, divento mare,
assaporando per un’istante
la pace di essere,
finalmente,
a casa.