Le trafic est interrompu

“Le trafic est interrompu sur la ligne 5, dans les deux sens”.

A Parigi capitava spesso. Ieri, invece, a Milano, ci hanno comunicato che non si poteva accedere alla metro perché c’era stato un suicidio. Non “traffico interrotto” bensì “suicidio”: una persona ha detto ad altre persone che una terza persona si era suicidata.
“Ma quindi adesso come facciamo? Per quanto tempo è bloccata la verde?”
“Nooo! Vabbè, ma non è possibile! Bloccata fino a quando?”
“Ma pensa te che sfiga… proprio oggi che ero già in ritardo…”
“Sì, ma non ci pensano ai disagi che creano? Se proprio si devono suicidare, non possono farlo nel weekend?”.

06. semaforiMi sono fermata, a piangere, per la disperazione di questa persona che non conosco e per la fretta di arrivare ai nostri insignificanti luoghi di lavoro, così la metropoli gira gira, e non pensa.
Ho fatto tardi, ovviamente.

Foto: Mosca 2012

Otto anni dopo

ParisSono tornata, hai visto? Eh, te l’avevo promesso! C’ho messo un po’ – è vero – ma cosa importa? Otto anni, in fondo, non sono neanche tanti. Siamo cambiate entrambe però: otto anni, in fondo, non sono neanche pochi.  
Ma fa differenza per te, una persona in più, in meno, soffri le perdite, le conquiste? Ti accorgi di me?
E, dimmi, ti sei mai chiesta perché tutti corrono, quando sono giù, nei tunnel del metrò? No, non è soltanto perché hanno fretta. Perché tutti corrono di più, quando sono là sotto? Perché vogliono scappare dai tuoi corridoi: brutti, sporchi, puzzolenti. Lo sai, questo? Sì, sei bella, certo, ma non sempre, non dovunque. E ci pensi mai agli autisti del metrò, tutto il giorno al buio, tra le ombre della Ville Lumière?

Io, oggi, c’ho pensato. 

Arianna