Chiedo un miracolo

Non ci sei.
E’ proprio vero che sei morta, allora. Non è come quando ti arrabbiavi, sparivi per un po’ e poi ti passava. Questa volta è diverso.
Ti cerco, dimenticandomi che non posso trovarti. Ti cerco nei cassetti, non ci sei. “Forse dovrei provare nell’armadio”, penso. Ma niente, neppure lì ti trovo. Ti cerco nei capelli arruffati di una bambina che mi chiede: «Dove dormi?». Ti cerco stasera a teatro, appena prima di commuovermi, e nel riflesso di una candela, diventate due nel bicchiere.
Non ci sei, va bene, lo devo accettare. Ma chiedo un miracolo: sopravviverti senza tristezza. Chiedo di trovarti nel modo in cui puoi esserci e godere della tua esistenza, passata – è vero – però reale. C’eri.

E fanno tre mesi.

Arianna

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