Lettera di un giovane laureato espatriato.

Il blog Pistole di flanella ha ricevuto una lettera di un giovane cervello in fuga, che ci ha prontamente girato e che noi pubblichiamo senza indugi.

Mi sono laureato in Teologia con 110 e lode. Non essendo parente di alcun barone non ho potuto fermarmi a fare ricerca all’Università. D’altro canto i concorsi per diventare prete sono bloccati da 5 anni e così ho abbandonato l’idea di trovare lavoro nel pubblico, così mi sono buttato sul privato e dopo 3 mesi di colloqui ho trovato un posto da stagista nella parrocchia di Riganzuolo Vicentino, dove piegavo i bigliettini dei canti da fare a messa per un rimborso spese di 3 euro al giorno, senza buoni pasto. Successivamente ho fatto il confessore presso la diocesi di Castelpuzzolo di Argonna, con un contratto a chiamata.Esasperato da questa vita che non mi forniva prospettive me ne sono andato in cerca di un impiego in Laos. Appena sceso all’aeroporto di Vientiane mi sono piombati addosso una decina di missionari con contratti precompilati da firmare. Volevo mostrare loro la mia laurea ma mi hanno risposto che non serviva e che offrivano lavori dirigenziali a tempo indeterminato senza badare al curriculum. Ho accettato la prima proposta che mi hanno messo in mano ed ora sono l’amministratore delegato di una missione nella selva laotiana e prendo cinquemila euro al mese. L’Italia è una merda, il futuro dei giovani è in Indocina. Lettera firmata.