Prèfiche

Recentemente ascoltato un brano dei Manic Street Preachers. Dice: If you tolerate this, then your children will be next. Se tolleri qualcosa, i tuoi bambini saranno i prossimi a subirla.
La tolleranza è un concetto negativo e un comportamento acritico di rinuncia alla riflessione. La tolleranza è «finché se ne stanno a casa loro, a fare certe cose». È «Io non sono razzista, ma li ammazzerei tutti», «non sono contro questi stranieri, ma finché non rubano». È «a me non danno fastidio i gay, ma se si baciano per strada sì».
La tolleranza è ipocrisia. È appoggiare una campagna antiomofobia, partecipare a una manifestazione.
Per i figli degli altri. E poi essere omofobi in casa.
Tolleranza è rassegnarsi, l’etimo tal si ritrova in Tàntalo, il paziente. Punito dagli déi, egli non poteva né cibarsi né abbeverarsi: ogni qualvolta ne sentisse il desiderio, il lago si prosciugava e i frutti scomparivano, volando nel vento o ritraendosi. Per non parlare del supplizio del macigno, con conseguente stato di terrore perenne. In altre versioni, egli doveva sorreggere un intero monte.
La tolleranza è la sopportazione paziente di un peso, sotto quel peso che accettiamo. Senza la volontà di comprenderlo.

Gianmarco

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