Lenti al contatto

Nebbia. Mi sono chiesto, nella nebbia, come facessero a Catania senza nebbia.
Ha il fascino del terribile, dell’orrendo e dell’invincibile. È forte.
Ti protegge dallo sguardo della città, ti fa intuire la città degli sguardi.
Ti avvolge. La sua protezione è farti sentire vulnerabile, accessibile all’ignoto. Entra.
Entra nelle ossa.  Ormai sei vulnerabile. E sei potente, libero perché nascosto.
Solo tu sai dove sei. E la nebbia. Lei sa tutto e lo ignora. Che le frega?
Lei c’ha già il fascino del terrifico.
Chi ha detto che a Milano la nebbia era scomparsa, mentiva.

Gianmarco

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Ocean Mist

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Occhi chiari
d’ebano velati
dell’immagine sopita
il riflesso costante.

Luci chiare
aurore nascenti
del drago la forma
cambiar si possa.

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Accade che il significato grosso e pavimentato talvolta lasci spazio, per natura stessa del luogo, alla terra profonda che da sempre esiste e alberga al di sotto e che per causa che sia ne e’ stata poi coperta e nascosta tra i millenni.

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Del sole
la rugiada celeste
scheletro di un granchio
tra i fiori dell’ibiscus.

Il mare si assesta
alla riva di sotto
di quella sottile
nebbia d’acqua.

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Giacomo