I nonni su Skype

Sul pullman, madre e figlia (3-4 anni), latinoamericane.

“Anch’io voglio avere i nonni”
“No, ma tu i nonni ce li hai… solo che non sono qui. Li vedi in Skype, però!”
“…”
“Ti mancano i nonni?”
“Sì”
“Li andiamo a trovare, eh?”
“Quando, domani?”
“No, il prossimo anno…
il prossimo anno”.

Arianna

Foto: Marsiglia 2013

 

 

Annunci

Cocaina e Viagra, così si combatte la vecchiaia!

Oggi tuo nonno, invece che fare il nonno, può continuare a lavorare meglio di un quarantenne, sentendosi ancora un leone nel pieno  della forza (e col piffero che se ne va in pensione!). Può occupare posti di lavoro importanti, e impedire ai giovani di cominciare a farsi una vita, può farsi di cocaina perché tanto c’è la pillola del cuore, e scopare come un ventenne perché c’è il viagra o l’iniezione magica simile a quelle che si fa il premier sei volte la settimana.
Così la società che già gira su sesso-droga/viagra-cocaina continua come una trottola, con i giovani che sono disoccupati e i nonni che invece di dare consigli e starsene buoni fanno gli irriducibili come se la potenza sessuale e i soldi fossero gli unici valori in cui investire, unici valori che rendono la loro vita ancora vivibile.
D’altronde se il cervello si ferma a 30 anni e rimane lo stesso senza mai crescere in saggezza allora non ci stupiremo se oggi possiamo vantare un parco trentenni ampissimo, solo che l’età anagrafica risulta essere piuttosto variabile (dai 30 ai 90).
Consiglio vivamente alle donne tutte di non trovarsi di notte, assolutamente e per nessun motivo, in un vicolo buio in compagnia di un anziano signore, specie se ha una pillola blu in mano e il naso infiammato. Il panorama di quello che potrebbe accadere è che leggeremo sui giornali scandali di stupri da parte dei nonni o, per chi se lo potrà permettere, fiumi di prostitute anche minorenni e cosche di favoreggiamento alla prostituzione, come quelle a palazzo Chigi.

Giacomo

Intervista a mia nonna 2/2

«Raccontami del nonno Pietro, della guerra»
«Il nonno Pietro è stato sei anni a Novara ad addestrare i soldati. I soldati dovevano marciare bene… altrimenti, pedate sui piedi! Tutti guardavano le sfilate a quel tempo, non si poteva dire “chissenefrega”. E i suoi soldati dovevano marciare meglio di tutti. Eh sì, il nonno Pietro era… come hai detto prima?»
«Ambizioso»
«Ecco, ambizioso. O vanitoso? Beh, insomma, voleva farsi vedere e voleva essere sempre il primo, gli piaceva comandare. E’ stato in Albania, dove i ribelli si nascondevano nei boschi, e in Grecia. Però non ha mai sparato un colpo. Quando gli altri sparavano lui si riparava dietro le rocce. Poi c’è stata la Russia, quella guerra da cui non è tornato nessuno. Andavamo alla stazione centrale di Novara a vederli tornare, ma dalla Russa rientravano solo in cinque o sei su un intero battaglione, e c’erano tutti i parenti dei morti ad aspettare, a sperare. Invece dall’Albania sono tornati in tanti»
«Quanti anni avevi quando hai sposato il nonno?»
«Ventiquattro. E lui trenta. Era il ’47… Però i miei genitori non volevano che lo sposassi»
«Perché?»
«Perché il suo carattere era già un po’ difficile, voleva sempre avere ragione lui»
«E allora perché l’hai sposato?»
«Eh, perché mi stava dietro! Veniva sempre qui…»

Arianna