Prossemica oscena

E così, l’Italia che festeggia e quella che protesta, l’Italia che urla “Roma ladrona” e quella che a Roma ci vive, l’Italia pro e quella contro, l’Italia, questa e non un’altra, entra in guerra.
Osceno continuare la solita vita, eppure la vita continua: ci preoccupano i soliti dolori da ricchi impoveriti, l’ombelico del nostro solito mondo e il mal di testa che, al solito, arriva il giorno prima. Nel frattempo, sull’altra sponda, i soliti ultimi si preparano a morire.

Arianna

Illustrazione di Elisabetta Bernardi

Fiocchi di neve

Traccio danzando un bianco triangolo,
e getto lontano le vesti.

Nudo,
faccio l’amore con lei.

Tra risa di gioia,
giungemmo all’albero solitario
per meditare ai suoi piedi.

Riprendemmo il Sentiero,
e mentre il giorno cambiava mantello
vidi le luci del rifugio di legno,
dove qualcuno attendeva paziente.

E svuotate le tazze,
bevemmo una calda bevanda
che sciolse i nodi del Cuore.

Fuori cadeva dall’alto la neve,
portando in basso il rumore,
stendendo veli di pace.

Come cenere dopo un grande incendio,
domani avrà ricoperto ogni cosa.
Dentro e fuori.

Demetrio