Una stanza a Parigi

ombreUn posto nel mondo, spesso, è complicato.
Allora si comincia dal posto dove si torna, quando si finisce di lavorare, di chiacchierare, di fare due passi attorno. Si comincia dal posto dove si dorme e si può stare in pigiama (senza per forza dormire). Si comincia, insomma, da una qualche forma di casa.

A Parigi, se sei (relativamente) povero, e magari anche sprovvisto di garanti francesi, è facile trovarti in un posto come una stanzetta, in una casa sporca e fredda, in un quartiere in cui la sera (anche se non vuoi, razionalizzi, cerchi di convincerti…) hai paura. In alternativa o in aggiunta (a seconda dell’indice personale di sfiga), è facile trovarti in un posto come una stanzetta, con un/a padrone/a di casa alcolizzato/a, oppure semplicemente molto avaro/a, oppure stronzo/a.

Questa è la Parigi che viviamo in tanti.
Senza negare i teatri, i cinema, le conferenze, i seminari, i lavori e i lavoretti, quando mi dicono: “Aaah, Parigi… come ti invidio!”, ecco, quando mi dicono così rispondo: “No, non mi invidi. Ora ti spiego perché”.

Arianna

Foto: Gegio

Écotourisme parisien

024Une entreprise de traitement d’eau fluviale s’installe à Paris. Le projet : purifier et embouteiller toute la masse hydrique de la Seine. Le but : vendre à l’étranger les bouteilles d’eau parisienne à des prix exorbitants.
Les parisiens accepteront-ils le barrage et le vidage de leur fleuve légendaire ? L’entreprise entend destiner une partie des bénéfices à l’intérêt général. D’abord elle promet d’élargir les surfaces habitées. Adieu les appartements minuscules. Tout le monde aura plus de place pour soi sans que cela se traduise dans moins de place pour les autres. Ensuite elle annonce la suppression des heures de pointe. Adieu les embouteillages et les boîtes à sardines. Les habitants pourront se réunir en famille après le travail sans devenir des obstacles les uns pour les autres. Enfin, l’entreprise promet le contrôle météorologique. Adieu les grisailles et les pluies. Désormais celles-ci se feront par référendum, à la demande des grands réalisateurs. Comme le succès de la marque dépend du prestige de Paris, l’entreprise encourage les séjours touristiques et la mise en valeur de la personnalité de la capitale. D’abord seront repérés les traits de la vie parisienne qui font sensation à l’étrager. Ensuite des initiatives seront mises en place pour accentuer et pour généraliser ces aspects de la ville. Lassée des mesquineries des politiciens, la population ne peut que succomber pleine d’enthousiasme à ce programme ambitieux et porteur d’avenir. Les différentes initiatives du projet entrent en phase d’exécution.
Cependant, la classe politique conspire contre le projet. Des experts scientifiques rendent insignifiantes les promesses de l’entreprise. En réalité, l’élargissement des appartements sera deux fois plus grand, affirment-ils, les déplacements en heure de pointe se feront par télétransport, même les nuits seront supprimées pour mieux profiter de la splendeur permanente. Perplexe, la population se divise alors en deux camps. Progressivement, la classe politique finit par l’emporter. Le programme de l’entreprise est d’abord interrompu, ensuite abandoné.
Des promesses des politiciens rien ne reste aujourd’hui. Quant à l’entreprise, en revanche, on retrouve les traces des initiatives avortées dans les ruelles du Quartier Latin, aux allentours du Sacré Cœur et dans le style hautain de certains garçons de café.

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Un’azienda di trattamento delle acque fluviali apre una filiale a Parigi. Il progetto: purificare e imbottigliare tutta la massa idrica della Senna. L’obiettivo: vendere all’estero le bottiglie d’acqua parigina a dei prezzi esorbitanti.
I parigini accetteranno la chiusura e lo svuotamento del loro fiume leggendario? L’azienda intende destinare una parte dei guadagni all’interesse generale. Anzitutto, promette di ampliare le superfici abitate. Addio agli agli appartamenti minuscoli. Tutti avranno più spazio per sé, senza che questo si traduca in meno spazio per gli altri. Inoltre, l’azienda annuncia la soppressione delle ore di punta. Addio agli ingorghi e alle scatolette di sardine. Gli abitanti potranno stare in famiglia dopo il lavoro senza diventare degli ostacoli gli uni per gli altri. Infine, l’azienda promette il controllo metereologico. Addio ai cieli grigi e alle piogge. Oramai queste ultime si faranno per referendum, su domanda dei grandi registi. Poiché il successo del marchio dipende dal prestigio di Parigi, l’azienda incoraggia i soggiorni turistici e la messa in valore della personalità della capitale. Anzitutto saranno identificati i tratti della vita parigini che fanno sensazione all’estero. In seguito, verranno organizzate delle iniziative per accentuare e per generalizzare questi aspetti della città. Stanca delle meschinità dei politici, la popolazione non può che soccombere piena di entusiasmo a questo programma ambizioso e portatore di avvenire. Le diverse iniziative del progetto entrano nella fase esecutiva. Tuttavia, la classe politica cospira contro il progetto. Alcuni esperti scientifici rendono insignificanti le promesse dell’azienda. In realtà, l’allargamento degli appartamenti sarà due volte maggiore, affermano, gli spostamenti all’ora di punta si faranno per teletrasporto, anche le notti saranno eliminate per godere meglio dello splendore permanente. Perplessa, la popolazione si divide allora in due campi. Progressivamente, la classe politica finisce per avere la meglio. Il programma dell’azienda è prima interrotto, poi abbandonato.
Delle promesse dei politici oggi non resta più niente. Quanto all’azienda, invece, si vedono ancora le tracce delle iniziative abortite nelle viuzze del Quartiere Latino, nei pressi del Sacro Cuore e nello stile altezzoso dei camerieri.

Martin

La sottile linea della banlieu

E’ che a volte uno se lo scorda, di vivire in un frammento di mondo, che guardiamo attraverso una lente d’ingrandimento. Sembra immenso: beh, invece no.
E poi, a forza di vivere nella bolla, uno non ci pensa che non tutti, non sempre, ma ogni giorno, qualcuno in meno.

Dopo una pessima nuotata (troppa gente, come al solito) faccio la coda per asciugarmi i capelli. E’ mercoledì, ci sono diverse mamme con i loro figli in piscina (mai un papà, però…) perché in Francia i bambini stanno a casa da scuola di mercoledì. Si ascoltano parole dolci, qualche affettuoso rimprovero.
Una mamma si distingue per rudezza e cattiveria: sgrida suo figlio con violenza, mi dispiaccio per lui. Lei coglie il mio sguardo e comincia a raccontarmi di sé, in un francese che comprendo malamente, come se fossi la prima persona che vede dopo un lungo periodo di isolamento: “Abitiamo in banlieu, capisci? Veniamo a Parigi apposta per quest’ora di nuoto, è la sua (del figlio) unica possibilità di uscire dalla banlieu, perché noi abitiamo in banlieu… in banlieu! Non come gli altri qui che abitano a Parigi, noi stiamo in banlieu, in banlieu… capisci banlieu? E mio figlio non si rende conto che, se non si impegna, se non impara bene a nuotare, non uscirà mai dalla banlieu. Questa è la sua unica possibilità, la sua chance!”.

Mi arriva l’ansia e allo stesso tempo il desiderio di riscatto sociale. Un corso di nuoto a Parigi, per uscire dalla banlieu.

Arianna

Otto anni dopo

ParisSono tornata, hai visto? Eh, te l’avevo promesso! C’ho messo un po’ – è vero – ma cosa importa? Otto anni, in fondo, non sono neanche tanti. Siamo cambiate entrambe però: otto anni, in fondo, non sono neanche pochi.  
Ma fa differenza per te, una persona in più, in meno, soffri le perdite, le conquiste? Ti accorgi di me?
E, dimmi, ti sei mai chiesta perché tutti corrono, quando sono giù, nei tunnel del metrò? No, non è soltanto perché hanno fretta. Perché tutti corrono di più, quando sono là sotto? Perché vogliono scappare dai tuoi corridoi: brutti, sporchi, puzzolenti. Lo sai, questo? Sì, sei bella, certo, ma non sempre, non dovunque. E ci pensi mai agli autisti del metrò, tutto il giorno al buio, tra le ombre della Ville Lumière?

Io, oggi, c’ho pensato. 

Arianna