Influenza

Anche quest’anno
inizia l’autunno e io
a Milano, mi ammalo
stupita, quasi
offesa: ma come,
così, senza preavviso,
con tutte le scadenze,
i lavori da finire!

“Cosa posso fare?”
chiede la mia impazienza
e tu, saggio, pieno
d’amore, dici la verità:
“Niente, aspetti”.

Foto: Nadia Lambiase

 

Annunci

Tanta pazienza

Aveva quasi finito di lavorare quella notte, dopo 12 ore di duro lavoro era molto stanco e cominciava a vedere la fine della giornata, le ultime cose da fare, gli ultimi oggetti da ripulire e da mettere a posto. La mente cominciava gia’ a rilassarsi mentre negli ultimi sforzi per tenersi ancora in movimento, in quella fredda notte, attingeva a quell’incredibile forza che sovviene quando ci si dice, tra se e se, ancora questo e poi vado finalmente a casa, doccia calda e letto.

Poi accadde.

Non si capisce come mai ma c’e’ sempre qualcosa che accade quando meno ce lo si aspetta. E fu cosi’ che sconcertato vede arrivare preoccupato il suo collega, con la faccia contratta e due occhi lucidi lucidi che lasciavano intravedere il riposo tanto agognato allontanarsi in un tempo indefinito in un futuro sicuramente non prossimo, nebbioso, dove l’incertezza regna da padrona indiscussa. Due scambi di parole, poi si capisce che saranno alre due ore di lavoro duro. 

Tempo addietro quell’evento inaspettato gli avrebbe fatto ribollire il sangue nelle vene, un travaso di bile e una perdita di forze quasi come quella che segue un attacco di febbre gialla. Tuttavia, con un leggero contrarsi dei muscoli facciali, uno scricchiolio del collo appena percettibile, degluti’ un poco di saliva, fece un grosso inspiro, come se succhiasse l’energia dall’aria stessa e con voce calma e paziente, molto molto paziente, disse di nuovo  a se stesso “Ancora questo, poi posso tornare a casa. Facciamolo.”

Giacomo