Povera Italia…

Come non riflettere su ciò che i riflettori mettono a fuoco in questi giorni? Come non porsi delle domande su ciò che i riflettori non illuminano, ma che tuttavia è possibile vedere con altri occhi?Attraverso il proprio sguardo interiore, che tutti possiedono seppur a differenti livelli.
Leggendo alcuni dei più importanti giornali di questo paese mi è venuto da vomitare. Scorrendo velocemente gli articoli descrivere quanto è accaduto nel Parlamento italiano sono rimasto congelato. Un ministro che manda a vaffanculo il presidente della Camera, il ministro degli esteri che siede in aula per approvare l’inversione di un ordine del giorno, deputati che se la prendono con una collega disabile. E intanto infiamma l’urgenza della crisi bellica nel Nord Africa, e l’emergenza profughi a Lampedusa. E aumentano le ragnatele e la polvere sulle questioni cruciali per il nostro “bel” paese, talmente note che vengono dimenticate.
Tutto ciò per difendere gli interessi di una sola persona.
Ormai la nostra democrazia ha toccato profondità inimmaginabili, e continua quotidianamente a sprofondare nell’abisso scavato da una maggioranza deviata, drogata ed il cui condottiero è ormai in balia di sè stesso. Una maggioranza che stupra quotidianamente l’interesse pubblico in nome di quello personale; che violenta brutalmente le istituzioni e ciò che esse rappresentano.
Questo paese è ormai avvelenato. Anzi è radioattivo di conflitti di interessi, di corruzione, di falsa informazione, di mafia, di faziosità. E’ assai pericoloso avvicinarsi alla centrale nucleare della politica e del potere. Il processo di fusione degli interessi economici con la politica è ormai da lungo tempo fuori controllo. Solo radiazioni e scorie vengono prodotte copiose.
E a poco giova additare quelli o questi come responsabili dell’attuale condizione in cui versa il paese.
La cosa più grave, a mio avviso, è che niente di “ordinario” o di “già noto” potrà risolvere tali problematiche. Non le risolveranno le nuove elezioni, la formazione di un altro governo, e neppure la morte di Berlusconi. La storia insegna chiaramente che né rivoluzioni né lotte portano alla fine a cambiamenti profondi e duraturi all’interno di una società. Perchè semplicemente il problema è radicato nelle cellule della stessa.
Occorre che ogni individuo cresca in autorità in se stesso, lavorando in tal senso.
Il vero potere risiede all’interno di ogni donna e uomo.
Solamente il singolo è potenzialmente in grado di contagiare le cellule del sistema, curare gli organi e condurre infine alla guarigione l’intero sistema. E’ questa la grande sfida dei giovani di buona volontà…

Demetrio