Come si può essere

IMG_3083Non capisco come si possa essere così
superficiali, distratti, poco delicati.
Ed ecco che, un bel giorno, lo sei.
Proprio tu, che dicevi.
Hai ferito chi ami.
Era difficile ma anche facile:
è bastato, ci è voluto.
Chiedi scusa, sei perdonato.
Tu però fai fatica.
Puoi essere (anche) così
come non capivi si potesse.

Arianna

Foto: Ferrara 2014

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Gli acceleratori del Destino

Così trovai scritto su una vecchia pergamena…

Ci sono persone che per loro natura d’essere aprono i cancelli della Possibiità. Persone che vivendo si ritrovano costantemente di fronte a bivi importanti, davanti a numerose scelte da fare. Più sono tante le scelte che una persona può fare più ha questa potere sul destino. Più sono le opportunità che una persona può intraprendere più il futuro diventa non-scritto e la vita colma di sorprese.
Ancora di più se siamo convinti che la Scelta da fare può cambiare la vita anche di altre persone. La Vastità delle Possibilità offerteci nella vita è il Potere che abbiamo per cambiare il corso degli eventi. La Possibilità che ci segue ogni giorno è diversa da uomo a uomo, la sua ampiezza varia di continuo e determina la variabilità del futuro stesso, per noi e per gli altri. Equivale, in altre parole, a maggiori possibilità di cambiamento personale, del mondo e di chi ci sta intorno. Esseri che detengono la Possibilità sono Esseri che accelerano il destino e il corso degli eventi. Non si conosce il motivo ma vivono continuamente nello spaziotempo abile per operare una Scelta che si ripercuoterà sugli eventi. Acceleratori temporali hanno la chiave per far accadere ciò che altri non hanno.

Giacomo

Un altro mondo esiste

Prendete una piccola scuola in Danimarca. Prendete una bambina e una ragazza, scalze, sedute alla stessa scrivania. Prendete tre adolescenti che dipingono nel corridoio. Prendete un’aula piena di strumenti musicali, con la porta socchiusa. Prendete una classe di tredicenni che ascolta i compagni leggere ad alta voce, e poi commenta col sorriso, uno per volta. Prendete una preside dagli occhi chiari. Prendete queste parole: “La nostra è una scuola aperta, vogliamo che gli allievi la percepiscano come un’unica stanza in cui imparare. Non li sgridiamo, cerchiamo di trattarli gentilmente e dialogare con loro, perché solo in questo modo si sentiranno bene a scuola, e diventeranno cittadini rispettosi in futuro”. Prendete dieci insegnanti felici, una cucina che odora di patatine fritte, disegni alle pareti, una palestra, un cortile con la sabbia, un’amaca, molti alberi.

“Come ti sembra la nostra scuola?”
“Un sogno”
“Lo pensi davvero?”
“Certamente! Noi siamo lontani, lontanissimi…”
“Hai visto che è possibile. Ora devi tornare in Italia e fare la rivoluzione”.
Sorrido. Rispondo: “Sì”. Sottovoce, però si sente.

Suona come una promessa.

Arianna

Nell’intorno del limite di sopportazione

Suona strano dirla cosi’ papale papale, ma nella vita mi pare che le soluzioni arrivino sempre quando si sta per ragiungere il limite di sopportazione. Tutto si concentra in quell’intorno del limite dove nasce la Possibilita’ che qualcosa cambi, che si risolva una situazione scomoda, difficile o insopportabile, qualunque essa sia. E’ difficile ammetterlo, ma spesso quello che bisogna patire per arrivare vicino al limite e ottenere il cambiamento, e’ davvero tanto. Tuttavia vige sempre la legge che piu’ uno sacrifica piu’ uno guadagna. E percio’…Si continua su questa strada che credo sia anche la sola che ci e’ data di percorrere per fare dei passi avanti.

Giacomo

Io abito la Possibilità

Io abito nella possibilità,
una casa più bella della prosa,
con un numero più alto di finestre,
superiore nelle porte.

Ha camere come cedri,
impossibili agli occhi,
e il suo tetto
è l’infinita volta del cielo.

Visite dolcissime la rallegrano,
questa è la mia vita,
le mie piccoli mani si aprono
per ricevere il Paradiso.

– Emily Dickinson –

Dipinto di M. C. Escher – Relativity (1953)