parafrasando borges

Uomini che scavano nei meandri più reconditi della materia, alla ricerca dell’infinitesimamente fondamentale, e forse lo trovano.
Una donna che guarda il cielo, e prevede la sua rabbia.
Un uomo che sogna pianeti lontani.
Chi si perde nei viaggi di cellule impazzite, le insegue, le scruta, le riconosce.
Una donna che pretende metodo e accuratezza, che chiede di non dare per scontato, che oggi non significa sempre.
Un uomo che getta un ponte tra miliardi di numeri e la logica dell’architettura umana.
Un uomo che sfida la privatizzazione della conoscenza nella ricerca, e chi lo aiuta a boicottare i giganti.
Chi sfida i limiti, e rischia, per comprendere.
Una donna che dimostra che la parità e la giustizia di genere, nella ricerca, sono ancora lontani, e le chiede con fermezza.
Tutti questi ricercatori, che si ignorano, stanno salvando la ricerca.

Le differenze filosofiche tra scienza e politica

E’ incredibile il diverso atteggiamento di politica e scienza.

Chi legge un articolo scientifico parte “diffidente”,  o meglio, per accettare la verità scritta nell’articolo si ha bisogno di vedere tesi, argomentazioni, citazioni, ragionamenti… Si deve dimostrare che quanto affermato è una cosa vera, se no, a priori, non viene creduta.

“Tutto è falso eccetto ciò che vien dimostrato vero.”

Nella politica è l’opposto. A priori crediamo a ciò che ci viene detto, non ci interessiamo di argomentazioni, citazioni, ragionamenti, semplicemente accettiamo subito la cosa detta prendendola per verità, sarà poi compito di altri smentire.

“Tutto è vero eccetto ciò che vien dimostrato falso.”

Mi sembra assurdo che due meccanismi così agli antipodi l’uno dall’altro coesistano nella stessa società. E’ come il coesistere di due filosofie opposte all’interno dello stesso essere umano. Una normale mente darebbe di matto. Beh, in effetti, anche la nostra società sta dando di matto…

Giacomo

Il gossip nella fisica

Tutti i giorni racconto una fettina di storia dell’astronomia. Se c’è una cosa che adoro, di quella storia, sono i gossip. Mi piace raccontare una versione un po’ obliqua e meno barbosa di Galileo, più umana anche, una versione più criptica e alchemica di Newton, qualche chiacchiera su Hewish e sul nobel più o meno fregato alla Bell. Mi piace dire una frase dissacrante su Aristotele, che non aveva capito un cavolo di com’era fatto l’universo ed è pure bello il contropiede, raccontare alle persone come mai sono di un certo segno zodiacale e poi invece spiegargli che non sono affatto di quel segno. Stamattina c’era un bambino del segno dell’Ofiuco, ha riflettuto per tutto il resto della visita. E voi, siete di sicuri di sapere qual è il vostro segno?

La storia della scienza è assai interessante, è la didattica classica a renderla pallosa. I fisici di tutti i tempi sono personaggi caratteristici, a volte furbi, a volte mistici, a volte egoisti, altre uomini asserviti ad un principio più alto. Solo che di loro si raccontano solo le formule, che sono il succo della fisica, ma che senza gli uomini dietro non ci sarebbero. Imparare così è divertente, anche i bulletti lo capiscono. E fanno meno gli spacconi, ascoltano di più; perché Galileo è un po’ come loro, quando chiese ad un amico di chiudere le frontiere di Venezia e reinventò il cannocchiale proprio mentre un collega olandese con la stessa invenzione per le mani se ne rimaneva fuori dai confini della Repubblica di Venezia, in attesa del visto.

Le vecchiette mi dicono che ai “loro tempi” la fisica gliel’hanno fatta odiare, che si sono dimenticate tutto, ma che vedere il tubo di Newton è tutta un’altra cosa. E ci credo! La comprensione passa attraverso la sperimentazione diretta, sempre. Cento esercizi sulla legge di gravitazione universale non faranno mai capire bene le cose come quel tubo con le sue belle piumette e le sue palline. Costa molto certo, ma quanto? Dire, fare, toccare, baciare, lettera, testamento: nella fisica bisogna metterci le mani, così come ce le hanno messe tutti gli scienziati.

Hooke è quello della legge della molla.
Newton quello della legge di gravità.
Quando il primo è morto, il secondo lo ha fatto dissotterrare e gettare in una fossa comune, tanto si odiavano.

Questo è il particolare piccante, la gravitazione e la molla diventano più umane, affascinanti.

Giulio

L’esperimento scientifico

E che due palle! Ancora con questa faccenda della scienza, che scemenza. Invece ci ritorno e ci ritornerò ogni volta che mi capiterà tra le mani qualcuno che non conosce il significato della parola scienza. Di fronte ad un esperimento scientifico che sto conducendo all’interno della mia abitazione, mi è capitato più volte di incontrare persone che, venendomi a trovare, hanno ridacchiato del mio approccio al nuovo. In molti trovano divertente e buffo il mio esperimento. Mi verrebbe quasi da arrabbiarmi, ma poi mi ricordo delle difficoltà avute dai grandi, mi ricordo Galileo a Padova che voleva mostrare le sue scoperte sul cielo all’università e nessuno che avesse le palle per metter la pupilla dentro l’oculare del cannocchiale. Lo sfottevano. Io non sono Galileo, certo. La scienza sembra essersi allontanata così tanto dalle persone comuni, che fare un esperimento scientifico in casa sembra impossibile: niente laboratorio,  niente equazioni differenziali, niente vecchietti occhialuti che borbottano in linguaggi incomprensibili, niente acceleratori di particelle. Possibile? L’esperimento scientifico è soprattutto un connubio tra curiosità, immaginazione, rigore, umiltà ed onestà intellettuale. E poi chiunque deve poterlo rifare. Quando qualcosa è dato per certo, sicuro, in quel momento la scienza muore. La scienza muore nella certezza e vive nell’incertezza. Vive nel dubbio. Scienza è scetticismo, se per scetticismo intendiamo quel “non riconoscere nulla per certo” degli scettici greci. La prossima volta che bussate alla mia porta, portatevi solo una pillola di curiosità e stupore in più!

Giulio