Perverso giusto (VM 18)

Parliamone. Uno mi chiede: «Hai mai praticato pissing?». Beh, è successo, in una certa atmosfera, dato un certo feeling, la sintonia, è successo che, colti da stimoli vescicali nella doccia, ne approfittammo per sperimentare. Si era d’accordo entrambi nello stesso momento su quella cosa. Successe. Non mi dispiacque, perché fu divertente. «Che schifo. Per me è una mancanza di rispetto per l’altro, pisciargli addosso», mi dice. Dipende dalle condizioni in cui avviene, dico io, se in situazione di violenza o di complicità.
Parliamone. «Oggi sono andato in un bagno dell’università e ho trovato due tipi e ci siamo masturbati a vicenda», racconta quello stesso di cui sopra. Due sconosciuti in un bagno pubblico.
Si chiama relativismo e noi ce lo teniamo stretto.

Gianmarco

Un qualche diluvio

Il punto è cambiare prospettiva, se non addirittura abbandonare l’idea di avere sempre una prospettiva, un modo di interpretare gli accadimenti del quotidiano. Abbandonare l’idea che le cose debbano funzionare in un qualche modo; di conseguenza abbandonare la tendenza a decriptare i gesti in base a uno schema rigido di come. Scrostarsi dalle barriere della solitudine, gli intonaci di condizioni che si credono necessarie per. Come se ci fossero delle prassi che consentono un giusto funzionamento. La performance, invece, è aperta a canovaccio.

* * *

L’insicurezza è pensare di dover dare all’altro una giustificazione allo stare con te, un motivo, in particolare il tuo corpo nel senso sessuale delle cose. Tenertelo stretto attraverso il sesso. Soprattutto, insicurezza è pensare che se non ci hai già fatto sesso, è perché non gli piaci abbastanza o perché non è realmente interessato a te e quindi ti senti legittimato a riattivare gli intonaci della solitudine, che sono diffidenza, sospetto, vittimismo e musi lunghi. Non lasciarsi sfiorare dall’idea che, se non ci hai già fatto sesso, forse è perché ci tiene davvero. E invece no, è solo che sei il primo che si è concesso e l’altro si stuferà presto e ritornerai solo. Perché in fondo hai imparato a stare solo, e reimparare la vita con l’altro è difficile, seppur desiderato. In qualche modo.

* * *

«Sei stata l’ondata perfetta, per infrangerti contro di me», cantano i Subsonica. Poi il testo continua, ma per ora: Basta e avanza. Non pensare. In qualche modo.

Gianmarco

You Porn – Red tube

Spacciare sesso in rete è come spacciare marijuana gratis ad una festa reggae. Peggio, forse: è un meccanismo perverso dove il sesso pesca gli uomini come l’amo i pesci. Basta aspettare che prima o poi abboccano.

Appena incontri un sito “hot” il tuo IP viene analizzato e risalgono a dove ti connetti. Un programma in automatico allora fa comparire dei banner dove ti invitano a conoscere ragazze belle, calde e disponibili nella tua città.

Le possibilità sono tante. A lato si aprono almeno una decina di Webcam. Compaiono collegamenti ad altri siti, immagini, video. In 3 clik da google senza filtri o limitazioni uno riesce a far partire un film porno senza censure da far rizzare i capelli. In soli due click il monitor gli si riempie di immagini che ci metterebbe mezzo secolo solo a contarle. Questo è il mercato del sesso, sempre attivo, sempre pronto a pescare il prossimo pesce, affamato di sesso.

“Non masturbarti prima di aver visto questo video”
“Come scopare facilmente belle fighe”
Sono frasi ricorrenti, senza mezzi termini. Pubblicità spinta senza giri di parole, secca, netta. Talmente plateale da sembrare assurda. Tutti gli stratagemmi per vendere, per arrivare a fare “clienti” sono messi in atto a regola d’arte. Vero e proprio marketing del sesso. Diretto e sintetico.
Il target: uomini soli.
E oggi ce ne sono tanti.
Se continua così ce ne saranno sempre di più…
…e senza giri di parole o mezzi termini.

Giacomo

Antroproduzione: inibizione della sessualità

THE AIM WAS NOT MERELY TO PREVENT MEN
AND WOMEN FROM FORMING LOYALTIES. ITS
REAL UNDECLARED PURPOSE WAS TO REMOVE
ALL PLEASURE FROM SEXUAL ACT. NOT LOVE SO
MUCH AS EROTICISM WAS THE ENEMY

1984 – Orwell

Come dimostrarono le ricerche svolte all’interno del secondo reparto del CEFALEO (*1), negli anno ’90 persistevano nella popolazione Europea valori medi del CdC anche superiori al 40% e quindi non soddisfacenti. Il target imposto dalla Commissione di Finanziamento del Centro era ancora ampiamente disatteso (tale obiettivo prevedeva il raggiungimento di un valore medio di CdC<0,25 entro l’anno 2000).

Il dott. Smithson insieme alla sua equipe propose una ulteriore modifica della condizione dell’essere umano, agendo questa volta sulla componente sessuale. La sessualità degli esseri umani era infatti ancora quasi completamente non controllata e questo portava spesso a reazioni imprevedibili e quindi pericolose nei soggetti analizzati. Fu possibile dimostrare come, senza la regolazione di tali spinte, vi potessero essere casi di totale perdita del controllo sui campioni analizzati (*2).

Era necessaria una standardizzazione del desiderio sessuale all’interno di alcuni “modelli” ben definiti, facili da riprodurre e le cui caratteristiche potessero essere difficilmente raggiungibili dalla popolazione. Considerando le politiche di sovralimentazione e di cinestasi già messe in atto e l’aumento esponenziale dell’IMC (*3) si pensò che tale modello dovesse basarsi sulle caratteristiche sotto elencate. Per l’uomo fu pensato un modello legato alla prestanza muscolare e a tratti del volto marcati, mentre per la donna fu realizzato un modello di bellezza le cui caratteristiche principali erano la magrezza a fronte di seni importanti, i tratti del volto non marcati, capelli lunghi e occhi vacui.

La sperimentazione di tale progetto, denominato Barbie dal coautore della ricerca che costruì il modello femminile dott. Jhon Barbie, diede risultati sorprendenti. Tali modelli di bellezza furono introdotti nell’immaginario collettivo del campione: per i più piccoli vennero costruite bambole che riproducevano le caratteristiche dei modelli, mentre per gli adulti gli stessi modelli venivano proposti attraverso il Rettangolo di Philips, mode, manichini, nonché cartelloni. Furono presi in considerazione i più importanti canali di comunicazione visivo-emotiva.

In questo modo fu possibile ridurre fortemente l’interesse sessuale del campione in età post-puberale. Uomini e donne, abituati alla ricerca di un modello fittizio, non riconoscevano più nel sesso opposto la risposta alle proprie necessità sessuali e per questo motivo rimanevano indifferenti l’uno all’altro. Si notò inoltre che l’appetito sessuale della donna tendeva così a spegnersi, mentre nell’uomo veniva sfogato tramite puerili tecniche di masturbazione, appositamente costruite e fornite insieme ai modelli stessi. Per facilitare questo sfogo venne somministrata una dose sempre più massiccia di pornografia quotidiana (si passò dai 2 min/gg nel primo trimestre, fino a 15 min/gg dopo 10 mesi di sperimentazione).

Questa politica, una volta approvata dal primo reparto, fu implementata dal ’93 in poi su larga scala e quindi proposta attraverso tutti i canali che la Commissione aveva messo a disposizione del CEFALEO. In questo modo i valori di CdC si abbassarono ulteriormente nella fascia di persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni, raggiungendo valori pari al 30% nell’anno 2000 e mancando quindi di soli 5 punti percentuali il risultato atteso. La Commissione rimase comunque soddisfatta anche se l’obbiettivo non fu completamente raggiunto, poiché il risultato riguardava proprio quella fascia di popolazione che maggiormente in passato aveva mostrato di poter mettere in crisi i Sistemi di Potere preesistenti.

———————————

Note

(*1) Centro Esperimentale per la Frammentazione e l’Apatizzazione non Lesiva dell’Essere Ordinario. Il CEFALEO fu fondato nel 1984 a Milano, ma nei cinque anni successivi, grazie a importanti finanziamenti europei per la ricerca, aprì altre quattro sedi europee ed una negli Stati Uniti.

(*2) Smithson G., Barbie J. et al., Principi di sessualità ordinaria per giovani in età post-puberale, 1992).

(*3) l’IMC è l’indice di massa corporea. E’ un dato biometrico, espresso come rapporto tra il peso e l’altezza di un individuo ed è utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma.

Giulio

Farsi baciare i piedini – su Bazar

Voglio concludere l’anno solare con uno degli articoli più buffi degli ultimi tempi. Ieri sera mi sono messo a leggere “Bazar – settimanale di annunci gratuiti” della nostra ridente cittadina; sfogliando son passato da annunci riguardanti lampade, letti, specchiere, serramenti, bambole, aspirapolvere, gabbie, cani&gatti, cordless, case e quant’altro. A pagina 35 però inizia qualcosa di assolutamente nuovo e rivoluzionario, una vera ventata di cambiamento nel giornale. Inizia la sezione “relazioni sociali: contatti e messaggi”. Tenetevi forte. Vi cito alcuni estratti.

SONO un 44enne, di professione faccio l’agricoltore, vivo in un paesino a 20km da Trento e cerco una ragazza 33.37enne sincera, che ami le cose semplici per amicizia e poi si vedrà.

BEL maschio sportivo e attraente ti cerca in zona Bolzano/Trento per amicizia/relazione, età max 40 e pari requisiti (maschio).

TERESA è una 40enne mozzafiato!Bionda, occhi celesti, bel fisico, colta, economicamente indipendente. Ha una casa di proprietà, ed è divorziata. Voi direte, tanti pregi, nessun difetto? Il suo difetto è che non si accontenta di avere una relazione con la tanto per non stare da sola. Vuole l’uomo con la U maiuscola. Colto, affascinante, serio, interessante.

45ENNE cerca donna per regalare fiori e baci. Ti voglio passionale e senza tanti tabù per baciarti ovunque, ospito e mi sposto in regione. Non importa età e colore dei capelli, ma solo tanta voglia di trascorrere ore liete con i miei baci.

ALLEGRA ragazza capelli fucsia dolce maggiorata morbidosa, statuaria, bel fondoschiena, tacchi a spillo. Fotomodella per hobby diponendo tempo libero valuta offerte di collaborazione e-o servizi.

ANNUNCIO per ricerca di una donna emancipata disposta a farsi baciare i piedini. Sono un uomo 46enne pulito e discreto. Non cerco sesso di alcun tipo. In cambio? Chiedi tu cosa.

CERCO una donna con caratteristiche fisiche particolari, se sei curiosa scrivimi che ti spiego.

Beh, io mi sono sganasciato dal ridere. Nell’anonimato emergono le pulsioni più strane, il commercio dei desideri più nascosti e soffocati. Implicitamente anche il commercio dei corpi e probabilmente lo sfruttamento della prostituzione. Dietro a questi annunci malcostruiti e ridicoli ci vedo il lato nascosto della natura umana, quello che non si esplicita se vi mettete a osservare le persone che camminano in città. Avrei quasi voglia di chiamare per conoscerle, queste persone, dar loro un volto normale, integrarle nel quadro di questa società e forse forse baciare i loro piedi, vedere se ho quelle particolari caratteristiche, se davvero hanno una quinta misura e una casa di proprietà, se posso farmi regalare fiori e baci, e tutto il resto.

Forse nessuno di noi è davvero oltre queste pulsioni, tuttavia due risate non guastano. In caso qualcuno fosse interessato ai numeri o alle e-mail di questi annunci, mi contattati in via privata. Oppure comperatevi Bazar.

Giulio

Adesso sbocco – La nascita di un pazzo

La nascita di un pazzo
Chi sono io?
Non so ancora.
Cerco me stesso.
Cerco me stesso in ciò che mi circonda, cerco di vedere me stesso riflesso nelle persone che mi stanno attorno.
Cerco i miei simili.
Dove sono i miei simili?
Esistono?
Mi sento solo.
Esco di casa, mi immergo tra la gente.

.

.

Casual talkings
Qui parlano di moda.
Cosa va oggi? Come bisogna vestire? L’hai vista quella rivista?
Non ho mai saputo nulla dell’argomento.
Sto zitto.
Faccio sorrisi, ma non capisco cosa ci trovi la gente di interessante.
Poi il discorso gira, cambia, e ci si ritrova nei gossip.
Hai visto chi hanno fotografato su…?E hai visto con chi si è messo quella?
Non avrei mai pensato che l’attore Caio fosse gay…
Sto zitto ancora.
Non so nulla.
Mai che mi sia interessato nulla dei gossip, dei vip, di vite di persone che manco conosco e che non c’entrano nulla con la mia vita. Fosse il capo del governo potrebbe anche interessarmi, visto che fa le leggi che dovrò poi rispettare, che faranno il mio futuro, ma cosa mi interessa invece di altri personaggi “famosi”…(famosi per gli altri, io non avevo mai sentito il loro nome fino ad oggi!)
Mi guardano.
Silenzio dalla mia parte.
Annuisco.
Continuano a guardarmi.
Sorrido, faccio un cenno, dico sì sì, avete ragione, ci stavo pensando pure io, poi stacco la testa e tutto quello che ci sta dietro, lascio il mio corpo a osservare inespressivo di fronte a sé mentre dentro penso ai cavoli miei e fuori scorrono inesauribili fiumi di parole che non hanno per me alcun senso.
Zac.
Un occhiata, un attimo di silenzio.
Rientro e mi ricollego al discorso.
Siamo arrivati ai film usciti di recente al cinema.
Sto zitto ancora.
Stacco.
Riattacco.
Siamo allo sport.
Sto zitto.
Stacco.
Riattacco.
Eccoci ai motori, nuove macchine, quella ha 300 cavalli…
Zitto ancora.
Non ho il tempo nemmeno di staccarmi che subito si cambia e…
…si parla dei programmi televisivi, hai visto quello, quella lì ha fatto proprio una brutta figura, hai visto chi hanno eliminato là, cosa hanno pensato qua, che ridere che ha fatto quel tipo sull’altro canale…
Stacco.
Sono ormai 6 anni che la televisione non la guardo più.
Sono stufo delle pubblicità, dei programmi, di quello che passa in quel cubo (ormai diventato piatto).
Quindi sto in silenzio, è l’argomento tra i tanti di cui sono ignorante, dove sono davvero un fuoriclasse di ignoranza.
Riattacco.
La voce passa ai cantanti pop, quelli che fanno i video in mtv, quelli che sono nelle top ten, quelli di qui e quelli di là, quelli di su e quelli di giù, ossia sempre a parlare di quelli di cui ancora non so nulla di nulla, e rimango ancora, un’altra volta, inevitabilmente irrimediabilmente in silenzio.
Cosa penseranno di me?
(“Ma perchè non parla mai quello? Che antipatico!”)

Il discorso di un pazzo
Non mi dispiace però. Me lo merito forse. Sono io a non interessarmi per primo. Mi dispiace invece di buttar via il mio tempo a dover sorbire questi discorsi, mi dispiace ancor di più di non aver il coraggio di urlare in mezzo a quella piazza, gremita di gente, che non me ne frega un cazzo di tutte queste cose inutili, assurde, futili, che non mi aiutano a sentirmi bene, a farmi crescere, ad essere felice, a dirmi chi sono e cosa ci faccio qui. Piango dentro me stesso, stritolato da convulsioni, afflitto da conati di vomito, quando invece mi piego a questo fiume, a questa corrente e fingo (per lavoro o per altro) di essere interessato, e faccio un sorriso, dico sìsì hai ragione, che roba, ascoltando queste parole, questo little chatting di cui non me ne è mai fregato nulla.  Sono un ipocrita? Lo dico apertamente, e qui mi sfogo, forse faccio male, ma questa musica che le bocche di tutti cantano io non la so, non mi piace, non l’ho imparata. A volte vorrei scappare da tutto questo, mi sembra solo un mare di falsità e immondizia che mi soffoca. E chi cavolo è sta gente? Non mi riconosco in nessuno di loro. E’ un incubo che mi fa sudare freddo. Dove sono i miei simili? Esistono ancora? Sono io quello sbagliato? Il diverso? L’associale? Quello fuori-sistema? Sono fuori? Sono pazzo? E se non voglio parlare di queste cose quali sarebbero i miei discorsi allora? Di cosa vorresti parlare potreste chiedermi?
Vorrei parlare di quella signora, con la testa china, seduta sui suoi talloni, ginocchia a terra, che fa la carità, con vestiti sporchi, senza guardare in faccia i passanti, così belli, così alla moda, così lontani che le passano accanto, le sfiorano la mano con i loro cappotti e le loro borsette di alta moda, ma non si fermano, non si accorgono? Non la degnano di uno sguardo e passano oltre, attirati dalla prossima vetrina. Dubito che si siano proprio accorti di esserci passati accanto. Occhi che non vedono ciò che gli sta davanti, ma vedono bene ciò che sta dietro questa vecchia signora, la maglia di gucci per esempio, sul manichino dietro le sue spalle. Io cammino là nel mezzo, non mi sento né da una parte né dall’altra, incapace di prendere una decisione, vedo e rimango di sasso, passo oltre come tutti ma tormentato,  pieno di domande, e come sempre in vita mia non riesco a prendere parte, e continuo a cercare di capire quale sia la mia strada, come se non l’avessi appena sentita chiamarmi e graffiarmi la pelle. Forse più di tutti sono io che mi faccio schifo. E tiro oltre, per non dovermi cambiare, perchè è faticoso e forse non so nemmeno bene cosa voglia dire. Cos’altro vorrei dire? Quali altri sono i miei discorsi? Ecco, potrei porvi un’altra cosa su cui riflettere.

Pensate un attimo, scusate, all’assurdità della cosa, da un punto di vista esterno, completamente fuori degli schemi. Pensate all’assurdità della cosa dal punto di vista di chi non conosce le dure leggi dell’economia e della società del consumismo. Cosa vede della medesima scena di cui sopra?

L’uomo sta in strada, al freddo, vestito di stracci.
I manichini invece stanno al caldo, vestiti di lana e flanelle.

Io sono un pazzo.
Sicuramente.
E…
Scusatemi.
Ora…
Basta parole, basta.
Aiutatemi a distruggere questa società, distruggiamola e ricostruiamola da capo.
Non ne posso più.
Davvero.
Ho la nausea.
Adesso sbocco.

Giacomo

Erotische Schokoladentorte

Nuda sei una vena di burro
sciolta tra i seni
come spalmata sul pane,
sei un culone di cioccolato
e brufoli di crema.
Sei un alito di panna dolce
e se ti lecco
per il tuo gusto dico
albume,
tuorlo il sesso bagnato.
Le tue ascelle
sono pelle d’albicocca,
zucchero a velo le cosce.
Il pizzo pare glassa
per guarnire
le tue golose grazie.
Che di te
voglio mordere le carni
coi denti, sì
e dal forno
coricarti sul letto.

Giulio

 

Le avevo detto di non innamorarsi

«E allora? Ne hai combinata un’altra delle tue, eh?»
«Senti, non incominciare, non ho proprio voglia di sentire le tue solite prediche da moralista bacchettona»
«Mi dispiace ma un paio di insulti non te li leva nessuno»
«Ecco, lo sapevo»
«Sei un insensibile, egoista, egocentrico! E scommetto che non ti senti neanche in colpa…»
«Infatti. Sto benissimo»
«Non ti dispiace per Ilaria?»
«Oh, ma allora sei proprio tarda! T’ho detto di no, non mi dispiace, non mi sento in colpa, sto da Dio. Sono stato corretto e sincero al 100%… più di così!»
«Quindi le hai detto che sei stato con un’altra?»
«No, beh, questo no… ma non ce n’è bisogno, la farei soffrire inutilmente. Però non mi sento in colpa perché ho messo le cose in chiaro fin dal primo giorno: “niente di serio”»
«Ho capito, però, voglio dire… mi sembra un po’ ipocrita da parte tua, sai perfettamente che lei nel frattempo si è presa, insomma, uscite da qualche mese ormai…»
«Senti, non so cosa farci, gliel’avevo detto che non doveva innamorarsi. E glielo ripeto sempre che io non sono innamorato, non mi considero il suo ragazzo, se capita vedo altre tipe»
«Ma perché? Hai paura di innamorarti? Qual è il problema?»
«Lo vedi come sei? Non capisci niente! A noi uomini interessa il sesso. Punto. Poi, sì, magari ci possiamo anche innamorare, ma capita raramente. Voi invece, che palle, vi attaccate subito come delle ventose! Io mi voglio sentire libero, voglio fare quel che mi pare»
«E allora stattene per conto tuo su un’isola deserta! Ma come fai a scindere così nettamente i discorsi? Sesso da una parte, sentimenti dall’altra?»
«Non sono più un adolescente che parte in quarta a parlare d’amore, appena c’è una tipa che gli piace un minimo »
«A me sinceramente sembra molto triste che tu sia così scisso: da un lato il corpo, dall’altro l’emotivo, e la mente ancora da un’altra parte, magari quella la usi solo al lavoro, quando ti dimentichi completamente di corpo ed emozioni…»
«Spero tu abbia quasi finito perché non ti reggo più»
«E comunque sei responsabile per Ilaria! Non le dici dell’altra ragazza “per non farla soffrire inutilmente”, ma secondo te il fatto di ripeterle che non sei innamorato di lei le fa piacere?! Non ti rendi conto che le fai del male continuando a frequentarla pur sapendo che lei è innamorata e tu no?»
«È adulta e vaccinata. Ho messo le cose in chiaro, ora sta a lei agire di conseguenza. Non posso certo decidere io al posto suo!»
«Forse lei spera che prima o poi ti innamorerai anche tu…»
«Sì, infatti, è quello che vorrebbe. Ma gliel’ho già detto che non capiterà. Perciò sono stato sincero, vedi? Non l’ho illusa come fanno tanti, solo per portarmela a letto»
«In ogni caso a me sembra troppo comodo dire che avevi messo le cose in chiaro, hai fatto il compitino e allora sei tranquillo. Come fai a fregartene così? L’unica mia speranza è che Ilaria abbia una buona amica che la convinca a mandarti a quel Paese»

Arianna