You Porn – Red tube

Spacciare sesso in rete è come spacciare marijuana gratis ad una festa reggae. Peggio, forse: è un meccanismo perverso dove il sesso pesca gli uomini come l’amo i pesci. Basta aspettare che prima o poi abboccano.

Appena incontri un sito “hot” il tuo IP viene analizzato e risalgono a dove ti connetti. Un programma in automatico allora fa comparire dei banner dove ti invitano a conoscere ragazze belle, calde e disponibili nella tua città.

Le possibilità sono tante. A lato si aprono almeno una decina di Webcam. Compaiono collegamenti ad altri siti, immagini, video. In 3 clik da google senza filtri o limitazioni uno riesce a far partire un film porno senza censure da far rizzare i capelli. In soli due click il monitor gli si riempie di immagini che ci metterebbe mezzo secolo solo a contarle. Questo è il mercato del sesso, sempre attivo, sempre pronto a pescare il prossimo pesce, affamato di sesso.

“Non masturbarti prima di aver visto questo video”
“Come scopare facilmente belle fighe”
Sono frasi ricorrenti, senza mezzi termini. Pubblicità spinta senza giri di parole, secca, netta. Talmente plateale da sembrare assurda. Tutti gli stratagemmi per vendere, per arrivare a fare “clienti” sono messi in atto a regola d’arte. Vero e proprio marketing del sesso. Diretto e sintetico.
Il target: uomini soli.
E oggi ce ne sono tanti.
Se continua così ce ne saranno sempre di più…
…e senza giri di parole o mezzi termini.

Giacomo

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Ingenuo, sfigato.

-Ingenuo-
Chiamatemi pure così,
non m’importa.
-Sfigato-
Me ne frego.
-Sei sfigato-
Lo sarei davvero
se fossi come voi
Non voglio
le catene
che usate per adornarvi,
tenetevele.
Voglio il mondo
e la libertà
e non mi bagnerei la bocca
con quest’acqua parola
se non l’avessi assaggiata.
Essere spontaneo
senza freni
toglierli
strapparli
uno ad uno
come le sbarre di una gabbia
è dura
lo so
essere liberi
dai nostri preconcetti zavorra
più facile parlarne
senza saperne il gusto.
Il cuore mi si alza così
piuma
nell’aria
non è piombo né ruggine
oggi volo
tra le sberle e le carezze
l’ho scelto
vivete voi l’indifferenza
il fango d’inibizione
e l’aria stantia
di chi si reprime lo slancio.

Giacomo

Chi ha paura dello sfigato?

Oggi non mi sono piaciuta. Per niente.
Chiacchieravo con un collega, ad un certo punto si avvicina un’altra insegnante, che non gode di una buona considerazione sociale all’interno della scuola. Gli altri insegnanti e gli allievi mi hanno fatto capire che è un po’ “strana”, forse non è il suo mestiere, oppure sta attraversando un periodo di sofferenza, non so, ma si vede che non sta bene. Non è una brava insegnante, a quanto sembra. Inoltre, non è una bella donna (secondo i canoni dominanti) e poi è impacciata, vestita con abiti che sanno di vecchio, tristi. Insomma, interpreta il ruolo della “sfigata”.
Ora: come mi sono comportata io nei suoi confronti?
L’ho ignorata. Ho continuato a parlare come se lei non ci fosse, non ho cercato di coinvolgerla nella conversazione fino al momento in cui lei ha attirato a sé l’attenzione in maniera esplicita, rivolgendosi direttamente al collega, per parlare della classe in cui entrambi insegnano.
Domanda scomoda: mi sarei comportata diversamente con una persona non etichettata come “sfigata”?
Risposta ancora più scomoda: sì.
Domanda difficile: perché?
Risposta possibile: perché ho paura di trovarmi nella sua condizione e perché voglio essere considerata positivamente all’interno della scuola e in qualche modo devo aver pensato che parlare con lei non sarebbe stato interessante o, peggio, che avrebbe reso anche me un po’ “sfigata” (non è detto che io non lo sia, del resto).
Conclusione: c’è molto lavoro da fare…

Arianna