Invidia

Per chi non conosce il male
o lo conosce ma solo un po’, così,
per sentito dire:0328
magari il figlio dell’amico,
un lontano cugino, la sorella
del cognato o addirittura
nessuno
di sua conoscenza, proprio nessuno.

Per chi ha conosciuto il male
ma ha vissuto anche senza:
arrivato, e poi andato.
Per chi ha pensato: fine! Ora si parla d’altro.

Per chi non riesce a immaginare
niente
di così terribile da far dubitare
che ne valga la pena, per chi dice
massì, dai, in fondo
ce la siamo sempre cavata tutti, no?

Per questi ed altri:
invidia
come una protesta contro
come dire basta
e poi voglio
anch’io voglio, come gli altri
altrove
altre difficoltà, va bene,
ma di queste: basta.

Arianna

Foto: Eleonora Pascai

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Prendi un altro

Un fatto, m’han detto, ma dai, che roba, è successo, un dolore, che vuoi, chissà dentro, mi spiace, e dire, tu pensa.

Ti spiace?
Mi spiace, certo, mi spiace.
Sollevata, però, sospiro: “A me, a noi, non capiterà”.

Poi, il nome.
Mia figlia, mia madre, io.

La disgrazia, di colpo, tragedia.
E guarda quanti, lì a guardare!

Ah, perché proprio io?
Se solo un altro, un altro qualsiasi!

Sarebbe diverso?
Sì, sarebbe diverso.
Per me, sarebbe meglio.

Arianna

Il vulcano Puyahuè

Il vulcano Puyahuè

Acquerello di Niccolò Da Ronco