Le statistiche sono vuote

Le statistiche sono vuote
finché
riempi la tua parte
di tutto, un pezzo
stretto o largo (dipende)
ma per te
intero.

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E’ bianco fuori
non silenzio:
sei con le voci stai
con noi
ti prego
fermati qui.

Foto: Iran 2017

 

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Statistiche

“Guarirà mai… prima o poi?”
“Non lo so”.

IMG_2684Il medico dice che non lo sa. Cita, però, le statistiche: il 50% guarisce, il 50% no.
Ma non sa dirti in quale metà finisci, e dunque da un lato speri: “Beh, dai il 50%…” e dall’altro temi: “Però il 50%…”.
Ma anche se finissi nello zero virgola, per te quello sarebbe il 100%.
Le cose che davvero ti premono, cioè sapere che vita farai, se potrai o non potrai, se questa malattia un giorno, oppure invece… ecco, queste cose, finché non finisci in qualche 100% che ti riguarda, continui a non saperle. Malgrado le statistiche.

Arianna

Foto: Vernazza 2014

 

Carne da statistica

Corpi rotti, scomposti, ordinatamente a pezzi. Attenzione, importante, contare i pezzi, uno per uno: sparsi, va bene, ma non dispersi.

Corpi pieni, stipati d’angoscia, un’ansia antica infilata tra gli arti, la pressione, la pelle secca. E davanti speranze nuove, come nuove le paure.

Corpi fermi, finalmente quieti, niente sorprese. Corpi immobilizzati, temporanea protezione da ulteriori incidenti, da queste ed altre cazzate.

Corpi fatti numeri, a ingrossare le statistiche degli ospedali, finiti ammucchiati in una nota per lo speaker, in fondo alle slides.

Che almeno la voce sia squillante.

 Arianna

Chi siete – il pubblico del nostro blog

Carissimimissimissimi lettori, oggi vi dico chi siete. Non chi siete voi, ma chi siete qui, sul blog. Oggi vi racconto la statistica, quello che wordpress mi fa capire di voi, le vostre debolezze e i vostri punti di forza. Ogni giorno, alcuni tra i nostri autori  e io per primo, passano interminabili secondi a guardarsi la statistica, a capire quante visite giornaliere abbiamo fatto, quale articolo è piaciuto e quale meno, a cercare di scervellarsi per raccogliere i vostri consensi e al tempo stesso non annoiarvi. La statistica ci fa riflettere.

Innanzitutto vi dico come ci trovate. Nell’ultimo mese 77 persone hanno digitato in Google “aironi di carta” segno che, almeno in parte, preferite continuare a trovarci con il motore di ricerca piuttosto che salvarvi il nostro link tra i preferiti. Arrivate da noi anche dopo aver ricercato parole come “chiave di violino” o “cacca elefante” o “strafiga” o “chefchaouen hashish”. Mi fa ridere pensare che uno arrivi da noi nella speranza di vedere una donna nuda e incappi invece in un torrone sull’estetica femminile.

Poi c’è facebook: da quando abbiamo aperto la pagina facebook almeno quaranta visite al giorno arrivano da qui, da quei messaggini sparsi tra altri mille nelle vostre notizie. Alcuni a voce mi hanno detto “prima di fb non venivo mai a vedere il blog!”.

Clikkare non vi piace. In generale. Non cliccate tanto sui link del blogroll, non cliccate per vedere i commenti degli articoli e non cliccate “invia” per mettere i vostri. L’utente mediamente dà un’occhiata alla home page e poi si perde in chissà quale altro affare. Grazie agli interessi morbosi di molti internauti, il post più letto negli ultimi tre mesi è “La cacca: storia di un uomo e le sue feci“, con 313 visite singole.

La cose che più mi offende: non venite a trovarci di vostra spontanea volontà. Se per un giorno non pubblichiamo qualcosa di nuovo e non ci super-sponsorizziamo in facebook le visite calano drasticamente da 250 a 100 al giorno, vi dimenticate di noi. Vi piacciono invece parecchio i contenuti scomodi, forti, quelli in cui ci incazziamo di brutto. Sono i post più letti, quelli in cui Gianmarco si ribella al suo destino di stagista, quelli in cui io dico che vorrei stroncare su due piedi la generazione che ci precede. Oppure vi piacciono quelli pieni di commenti con i botta e risposta.

Non ho ancora capito se vi piace la poesia, perché le leggete, ma le commentate raramente. La capite o non la capite? La preferite con i disegni o le immagini o senza? Mi rendo conto che non siamo abituati alla poesia, a leggerla ed amarla, però dopotutto cerchiamo di restare vicini ai temi quotidiani pure con quello.

Quali contenuti vorreste? Di cosa vi piacerebbe leggere? Se ci scrivete, anche un commento qui sotto, ne possiamo parlare. Adesso con Arte sotto il Tetto ci stiamo spostando anche nella realtà fisica, oltre il virtuale. Avete visto il nuovo progetto, avete letto il bando? Magari a qualcuno può interessare o conoscete qualcuno che disegna benissimo. Dalle statistiche vedo che 56 persone hanno dato un occhiata alla pagina progetti nell’ultima settimana, di cui però 21 hanno aperto il bando.

Drogato di statistiche come sono, non so più nemmeno se sia o non sia un buon risultato. E soprattutto, con questo post, aumenterò le visite?

Giulio