Morte e dintorni

Un’amica mi ha detto: “Sai, credo che la morte, e la malattia, intendo la malattia grave, siano gli unici tabù rimasti nella nostra società. Il sesso e i soldi non sono più tabù, ma la malattia e la morte sì. E allora io ho deciso di parlarne, proprio come atto politico”.

Ho pensato che ha ragione. E vorrei invitare voi Aironi, e chiunque capiti su questo blog, a scriverne, a leggerne. Come atto politico.

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Per esempio: come si muore, oggi, in Italia? Come vorremmo morire? Come si trascorrono gli ultimi giorni di vita? E come si affrontano le malattie? Come si sta, cosa si prova, cosa si fa?

Mi piacerebbe che si parlasse di più di queste cose, a partire dalle esperienze concrete delle persone.
Perché fanno parte della realtà, sono pezzi di vita che esistono: accadono, ci accadono.

Chissà: forse se cominciassimo a morire “bene”, potremmo vivere meglio.

Arianna

Foto: Parigi 2013

P. S: Segnalo due graphic novel in tema tumore: del cervello e del seno.

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