Potere

Ecco una parola che spesso fra le persone “sensibili” può fare venire il male di pancia. Come la pratica di un’arte marziale, specialmente se questa viene insegnata alla stregua di uno sport.
Vi è un sinonimo della parola “potere” che i dizionari della lingua italiana non contemplano: “coltello”. Potere e coltello addensano le nubi più oscure nel pettinato cielo di quanti pensano di non avere nulla a che fare con ciò che rappresentano questi due codici.
Ma il potere, come un coltello, non hanno mai avuto vita propria. Sono privi di sesso, di respiro, di energia. Non sono nè buoni nè cattivi. Sono meteoriti che vagano nello spazio della nostra mente finchè non vengono intercettati ed illuminati da un centro gravitazionale, un sole capace di farli “nascere”.
Il potere, il coltello sono quindi soltanto nella nostra mente. E’ in quello spazio interattivo, programmato ad apprendere (interfaccia di un software ben più sofisticato e che raramente sappiamo ri-conoscere), che si genera la “natura del potere-coltello”. “Dai frutti si riconosce l’albero” recita un antico aforisma. Dalle forme pensiero si riconosce il vaso che le contiene. E’ il giardino che dobbiamo coltivare, ogni giorno. E’ il vaso che dobbiamo ri-pulire, ogni giorno.
Allora, e solo allora, parole come “potere e coltello” non ci inquieteranno più. Attraverso un “coltello” sapremo così sbucciare davvero una mela profumata. Attraverso il “potere” sapremo dividerla davvero con quanti percepiamo “altri” da noi stessi.
Esistono molte forme di potere e molti tipi di coltello, esiste anche una Tecnologia Interiore capace di aiutarci a mantenere in perfetto ordine il nostro unico splendido giardino. Ma è necessario volerlo.

Tratto da uno scritto di Paolo Facchini

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