A te

flowers-72235_640A te, che a me nascondesti il sonno.

A te,

che di noi lasciasti l’ombra piegata

e di ombre

versanti aperti all’orizzonte.

A te,

che d’amore ho visto il punto

la mia anima ti gradisce sottopelle

disincastro le mie porte davanti alla

tua involontaria bellezza, lasciando

che la linea brillante delle convinzioni

si rianimi sotto un cielo sterminato

oceano di parole che ci ha

seppellito millenni fa.

© Amor et Omnia

Scegliere la giusta utopia

Dicono bisogna difendersi e, appena si può, attaccare. Dicono di tirare fuori le unghie, soltanto per non farsi sbranare. Dicono se ci rimani male, sei fragile, devi indurire la corazza.

Dicono l’utopia dell’uomo “che non deve chiedere mai”.

L’unica donna di potere, dopo lo yoga mattutino, si arma e parte, per colpire i più deboli, quelli senza difese. Mi ferisce, mi fa male.

Dico: ma non possiamo scegliere un’utopia migliore? Se fatica dev’essere, perché non sforzarci tutti verso la gentilezza, il tatto?

Dico, in fondo, basta poco per uscire da questa metafora belligerante. Una guerra con altri mezzi, una guerra infinita.

Arianna

L’uomo armadio

Come un totem
gigante
pieno di cassetti
su tutti i lati,
inclinato.

Così sto:
con tutto che mi si apre
che ne chiudo uno
che l’altro mi si spalanca.

Che forse non è rincorrere
i cassetti qua e là che devo,
che forse occorre rimettere
in equilibrio proprio il totem,
scavare una buca più profonda,
renderlo più stabile alla base.

Giacomo

sentirmi ancora, vero

mi arrampico sul mondo
seguendo la principale
il debole si vergogni
qui si cibano le iene.

così iena colmo il vuoto
con quello che trovo,
carcasse, voragine nell’essere
il bisogno di sentirmi amato,
di sentirmi ancora, vero,
debole fragile uomo.

Giacomo

dipinto di Jean Metzinger 1913

Babylon

Legge che governa,
ora il vassallo
si atteggia da Re:
l’economia impera.

Il Re attonito
lascia che accada
è sceso dal trono
non se n’è accorto.

Come può l’uomo
governare Dio?
Come può l’economia
regnare sull’uomo?

La natura
sbalordita
osserva
questo
assurdo,
il denaro
ne si atteggia
a padrone.

Giacomo

Poesia per l’uomo che s’illude sempre e continuamente (cioè l’uomo qualsiasi) e ama anche contro l’evidenza

Dimmi di no.
Ché se forse
non so
potremmo anche ma
in fondo sai
e mi piaci, però
non è che. 

 

Dimmi di no.
Che sia chiaro
che sia un muro
invalicabile,
senza porte
né rimpianti.

Dimmi di no,
ché nei sospiri
io mi ci perdo,
mi ci svilisco
fingo, nego e riprendo
e con la mente
ritorno là
e penso a te.

Giulio

La sfera delle possibilità

Destra sinistra.
Sopra sotto.
Avanti dietro.
L’uomo vive dentro una sfera. La sfera dei suoi movimenti, lo spazio che può occupare muovendosi, saltando, inchinandosi, stiracchiandosi, la sfera delle possibilità dei suoi gesti nello spazio che lo circonda.
Non è una sfera immaginaria, essa esiste ed è percepita.
Nelle arti marziali è ben conosciuta, ed entrare in quella di un avversario vuol dire entrare a portata dei suoi colpi. La si percepisce addosso, come una vibrazione.
L’uomo irradia irrimediabilmente la sua sfera attorno a sé, e lo fa tanto più ne è consapevole.
Se la possibilità di movimento del corpo crea una sorta di vibrazione che emana dallo stesso ed è realmente percepibile, come toccare una penna, pensate a quanti altri tipi di energia che vengono emanati da un corpo, da una mente, da un’emozione, da un pensiero, da una focalizzazione mentale.
Abbiamo davvero un’infinità di modi diversi con i quali interagire con ciò che ci circonda. Mi dispiace solo non conoscerli già tutti, sebbene sia davvero entusiasmante pensare di poterli apprendere.
Basta volerlo.
Con intensità.

 

Giacomo

Spazio-tempo

In questo blog spesso si dichiara di voler cambiare il mondo.
Si osserva l’attuale società notando come faccia acqua da tutte le parti. E sono molti gli autori che fanno acute osservazioni.
Vi partecipo questa mia (provocante, e un pò semplificata forse) riflessione.

In questo nostro mondo del 2000 una persona che vive nella parte morbida del pianeta non ha spazio-tempo per pensare ai problemi del mondo, al senso della propria esistenza. Egli deve infatti studiare per diventare qualcuno; poi deve crescere professionalmente per fare carriera o quanto meno guadagnare più soldi possibili; e comunque diventare “qualcuno”.
Chi possiede ricchezza deve gestirla e possibilmente accrescerla.
L’uomo di potere deve preoccuparsi di mantenere il proprio status e soddisfare le richieste di chi lo sostiene.
L’homo economicus deve agire costantemente mettendo in cima ai propri pensieri la produzione, il profitto, lo sviluppo.
Il cittadino medio deve farsi il mazzo per pagare affitto, mutuo o finanziamento per questo o quell’altro bene di consumo durevole, e insomma sbarcare il lunario.
L’uomo di fede deve ubbidire alla dottrina e sottostare ai dogmi, in modo da perpetuare il potere secolare della propria religione, e convertire più gente possibile.
Il mafioso deve espandere il proprio narcotraffico e cucire pazientemente collegamenti con la cosiddetta società civile.
Il vip vive nella propria realtà fatta di successo, soldi e tv immerso in un circolo vizioso che conduce spesso a far perdere la propria indentità.
L’intellettuale deve masturbare la propria mente e partecipare alle orgie intellettuali a quella o quell’altra università, a questo o a quest’altro convegno.
L’uomo e la donna sensibili utilizzano il proprio spazio-tempo per sopravvivere emotivamente ed intellettualmente ai veleni del mondo moderno.

Dall’altro lato una persona nata nella parte scomoda del pianeta non ha spazio-tempo sufficiente per poter pensare ad altro, se non a sopravvivere fisicamente. Sopravvivere alla fame, alla guerra, alle malattie, alle dittature e a tutte le altre miserie di questa umanità.
Egli è apparentemente impossibilitato, nella stessa misura dell’uomo “benestante”, a qualsiasi possibilità di migliorare concretamente il mondo e realizzare sè stesso.
Chi possiede dunque dello spazio-tempo per cambiare questo mondo e renderlo un posto felice dove ogni uomo e donna possano condurre un’esistenza felice?
Chi riesce a urlare innanzi a questa notte senza luna?

Tutti coloro che, nonostante tutto, si pongono seriamente delle domande sul senso profondo della propria esistenza, e agiscono di conseguenza in modo più consapevole possibile facendosi il mazzo, rimanendo a volte controcorrente, passando per spoggiolato, per sognatore o idealista.
A volte cercare di cambiare se stessì può risultare la cosa più difficile di questo mondo. Ma questi pazzi credono che sia l’unico modo per provocare un cambiamento anche all’esterno. Là fuori dove tutto sembra che vada come non dovrebbe.
Essi credono fermamente che modificando il proprio microcosmo trasformeranno il macrocosmo… e si dedicano ogni giorno a questo obiettivo.
Dei pazzi forse? Ma chi vive da vero pazzo, poi?!

Demetrio

Le avevo detto di non innamorarsi

«E allora? Ne hai combinata un’altra delle tue, eh?»
«Senti, non incominciare, non ho proprio voglia di sentire le tue solite prediche da moralista bacchettona»
«Mi dispiace ma un paio di insulti non te li leva nessuno»
«Ecco, lo sapevo»
«Sei un insensibile, egoista, egocentrico! E scommetto che non ti senti neanche in colpa…»
«Infatti. Sto benissimo»
«Non ti dispiace per Ilaria?»
«Oh, ma allora sei proprio tarda! T’ho detto di no, non mi dispiace, non mi sento in colpa, sto da Dio. Sono stato corretto e sincero al 100%… più di così!»
«Quindi le hai detto che sei stato con un’altra?»
«No, beh, questo no… ma non ce n’è bisogno, la farei soffrire inutilmente. Però non mi sento in colpa perché ho messo le cose in chiaro fin dal primo giorno: “niente di serio”»
«Ho capito, però, voglio dire… mi sembra un po’ ipocrita da parte tua, sai perfettamente che lei nel frattempo si è presa, insomma, uscite da qualche mese ormai…»
«Senti, non so cosa farci, gliel’avevo detto che non doveva innamorarsi. E glielo ripeto sempre che io non sono innamorato, non mi considero il suo ragazzo, se capita vedo altre tipe»
«Ma perché? Hai paura di innamorarti? Qual è il problema?»
«Lo vedi come sei? Non capisci niente! A noi uomini interessa il sesso. Punto. Poi, sì, magari ci possiamo anche innamorare, ma capita raramente. Voi invece, che palle, vi attaccate subito come delle ventose! Io mi voglio sentire libero, voglio fare quel che mi pare»
«E allora stattene per conto tuo su un’isola deserta! Ma come fai a scindere così nettamente i discorsi? Sesso da una parte, sentimenti dall’altra?»
«Non sono più un adolescente che parte in quarta a parlare d’amore, appena c’è una tipa che gli piace un minimo »
«A me sinceramente sembra molto triste che tu sia così scisso: da un lato il corpo, dall’altro l’emotivo, e la mente ancora da un’altra parte, magari quella la usi solo al lavoro, quando ti dimentichi completamente di corpo ed emozioni…»
«Spero tu abbia quasi finito perché non ti reggo più»
«E comunque sei responsabile per Ilaria! Non le dici dell’altra ragazza “per non farla soffrire inutilmente”, ma secondo te il fatto di ripeterle che non sei innamorato di lei le fa piacere?! Non ti rendi conto che le fai del male continuando a frequentarla pur sapendo che lei è innamorata e tu no?»
«È adulta e vaccinata. Ho messo le cose in chiaro, ora sta a lei agire di conseguenza. Non posso certo decidere io al posto suo!»
«Forse lei spera che prima o poi ti innamorerai anche tu…»
«Sì, infatti, è quello che vorrebbe. Ma gliel’ho già detto che non capiterà. Perciò sono stato sincero, vedi? Non l’ho illusa come fanno tanti, solo per portarmela a letto»
«In ogni caso a me sembra troppo comodo dire che avevi messo le cose in chiaro, hai fatto il compitino e allora sei tranquillo. Come fai a fregartene così? L’unica mia speranza è che Ilaria abbia una buona amica che la convinca a mandarti a quel Paese»

Arianna

Un gesto d’amore

Ho scoperto che l’uomo
e la donna
nascono nudi
grumo di carne
tra il sangue e la merda
– sì, la merda –
uno strappo  
il respiro.

E così siamo.

Ma non è vero il pensiero è vero
un gesto d’amore
perfetto scolpito
tra lo strappo, il sangue e la merda.
Un gesto d’amore che esiste
– com’è possibile? –
in questa schifosa
vischiosa realtà.

Arianna