Il vino che piangeva

Era l’ultimo giorno di lavoro in cantina. Già negli ultimi tempi  si respirava un’atmosfera particolare, tutto sembrava aver perso quell’entusiasmo e quella vitalità che avevano contraddistinto l’autunno. Gli sguardi erano spenti, le galline non beccavano più e persino i sassolini depositati lungo i marciapiedi non venivano toccati. Quella mattina però tutti furono sorpresi da un singolare evento. Le botti di legno, accuratamente riposte, impilate nella barricaia, gocciolavano in maniera insolita. Non si trattava di vino però, pareva che piangessero. Vennero chiamati esperti, luminari per chiarire il singolare evento ma nessuno ne venne a capo. Da quel giorno il vino di quelle botti non fu più lo stesso e conquistò il mondo non perché fosse il più buono ma perché sapeva emozionare come nessun altro.

Si ringrazia dello scritto
Federico Marchinu

Cibo acqua vino e birra

DEL CIBO
La salsa promite e’ una salsina very thick color marrone scurissimo, decisamente salata, con un gusto di lievito di birra, dall’aroma sgradevole, ma che con le patate lesse decisamente si abbina bene, e diventa piacevole che non ne puoi fare a meno. Una specie di droga salata per il palato ma che sa di tanfo. D’altronde come potremmo decantare gli aromi del  nostro puzzone di Moena o di altri spaventosi formaggi, buonissimi per quello, ma dai profumi che sono decisamente puzze vere e proprie? E’ che talvolta la puzzetta piace…La salsa vegemite invece e’ per esperti, e’ per coloro i quali non subiscono gli effetti della sgradevoleza aromatica della promite, o perche’ insensibili o perche’ ne hanno divorata troppa, e si danno alla roba forte. Sento i brividi alla schiena al solo pensarci. Per me e’ immangiabile. Nemmeno con le patate lesse. E qui ne divorano a quintali, potrebbe diventare simbolo nazionale.
Questi paesi anglosassoni inoltre amano i panini, ne hanno troppi, ovunque, ti tutti i gusti e di tutti i tipi, con tutti i tipi di pane esistenti. Sono moltissime le catene di negozi, tipo mac donald, che riempiono le vie e ti vendono panini, ma ognuno ha la sua ricetta, quindi scegli in base ai tuoi gusti, se sei appassionato e cerchi bene puoi trovare anche quello vegetariano.

DELL’ACQUA

L’acqua invece non e’ buona, ad Adelaide bevono l’acqua piovana, perche’ quella della rete e’ pessima, ma secondo me sono pessime davvero entrambe. Ad Hobart (TAS) l’acqua della rete sa leggermente di muffa se sei fortunato, se no sa pesantemente di muffa o di cloro. Tutti ovviamente, nessuno escluso, hanno la cisterna dove convogliano l’acqua piovana e la reimmettono nella rete privata di casa loro, per cucinare, farsi la doccia, tirare lo sciaquone, bere… Insomma, cose cosi’.

DEL VINO

Il vino qui e’ davvero buono. Tanta enologia per quello, ma tanto tanto buono. Ho assaggiato il miglior pinot Nero della mia vita, il miglior Shiraz e il miglior Riesling. E ne ho assaggiati tanti, ma come questi davvero e’ difficile trovarne. L’Oregon pure si aggiudica grandissimi Pinot Neri, che potrebbero far sfigurare molti Borgognoni come ridere, il Canada pure fa ottimi Riesling, e ho sempre creduto che la Germania con l’Alsazia e l’Austria fossero i maestri dei Riesling, che la cot du Rhon fosse maestra con la Sicilia dello Shiraz, che la toscana con il Bordeaux fossero i maestri del Merlot e del Cabernet, che gli altri stati neofiti per l’industria del vino non valessero un tubo e invece devo ricredermi dopo ogni viaggio che faccio, dopo ogni vino che assaggio, dai cabernet della Vittoria, dopo ogni Shiraz del South Australia (Meclaren valley), dopo ogni Pinot e riesling della Tasmania, dopo ogni ice wine e riesling del Niagara, pinot chardonnay merlot e cab della Napa o della Sonoma valley (California), dopo ogni Sauvignon della NZ, Pinot Nero della Willamette valley (oregon)… E’ un ricredersi continuo, un rifarsi delle classifiche in testa, un assaggiare sempre piu’ incredulo la qualita’ olfatto gustativa che questi stati extraeuropei riescono a raggiungere coi loro vini. Ci stanno staccando. E dire che devo ancora farmi esperienza e cultura con i Malbech Argentini, e con tutti i vini Sud africani e Cileni e Spagnoli! E quanti altri ancora! Mi gira la testa.

DELLA BIRRA
Le migliori birre che abbia mai assaggiato sono state le microbreweries di Portland senza alcun dubbio. Davvero eccezionali. Contiamo anche noi alcune buone microbirrerie, che fanno poche bottiglie, in bottiglie grandi da spumante, schiumose, molto ricche di gusto e di profumi. Da bere nel calice insomma. La birra Tasmana anche e’ buona, come quella del South Australia, ma devo dire che i prodotti in bottiglia, se non sono speciali, fatti in piccole produzioni, non dicono nulla e sono, sebbene con piccole differenze tra loro, molto molto simili. La stessa differenza che potrebbe esistere tra mille marchi di sigarette e qualche buon brand di sigari, o di tabacco da pipa. Ecco, qui birre-tabacchi da pipa non ne ho ancora viste-assaggiate.

CONCLUSIONI

Davvero vino e cibo sono doni di Dio. Questi doni avvicinano le persone tra loro, le appassionano, rendono speciale un momento, fanno cambiare umore. In generale quando si mangia e si beve bene si entra in una sorta di magia estatica che predispone alla vita. E’ fantastico. Ora finisco il mio calice di Riesling che mi predispongo ancora un po’. Alla prossima.

Giacomo

La nuova scena di questa vita che mi accade

La sorella di Bred ha avuto un bambino, e lui, invece, parla con un tono davvero lento, cadenzato, profondo, con uno stranissimo accento degno di questi Tasmani. Mi piace ascoltarlo, ma non capisco tutto di quello che dice.

Tom beve solo soda e gli piace cazzeggiare. Pero’ e’ davvero simpatico.

Matt invece ha fatto ruotare la pressa con le porte aperte, uva dappertutto. Poi e’ rimasto depresso per due giorni di fila.

Chris e’ ovunque, un grillo che salta da un posto all’altro. Quando torna a casa fa il duro e non va a dormire subito, lo ritrova Sam quando si sveglia, lo ritrova addormentato in qualche posto, un giorno sull’amaca, un altro su una sedia, un altro sul divano.

Matty parla, ma secondo me si mangia tutte le parole, non capisco un tubo di quello che mi dice. Io sorrido e dico di si, solo che lui e’ l’enologo…

Ho firmato il contratto di lavoro finalmente, la casa e’ lungo oceano. Una figata.

Night shift significa lavorare di notte, cominciare alle 5 di pomeriggio e finire alle 6 di mattina, tornare a casa, andare a dormire, alzarsi e andare a lavorare. Giusto il tempo per la colazione e salutare il sole.

Sam ha finalmente fatto una connessione Internet. Nel suo vagabondare ha passato un paio di notti in cantina con noi, nella sala di ristoro, o come si chiama, a guardarsi film tutta la notte, o meglio, solo uno ripetuto tante volte, perche’ ogni volta si addormentava, poi si svegliava, tornava indietro al punto in cui si era addormentato, ricominciava, si riaddormentava… Insomma, un lavoraccio che gli ci e’ voluta tutta la notte.

Alle 6 del mattino, aspettando che la pressa finisca il suo ciclo, qui si gioca a football, e i lampadari della cantina hanno paura.

A mezzanotte facciamo pranzo, o cena, o quello che e’, comunque si mangia.

Mi commissionano i caffe’, come se essendo italiano possa farli meglio con la macchinetta automatica che c’e’ in cantina.

Il frigo e’ sempre pieno di birra e drink vari, Claire invece ci fa un meal al giorno, per 10 dollaroni, un affare, almeno lo alterno ai panini.

Daniel e’ tutto il giorno dietro al filtro tangenziale e oggi mi ha rubato un bidone che serviva a me per i miei lieviti.

Andrew e’ alla sua prima esperienza, e pulisce tank tutto il giorno.

Ho visto un sacco di opossum, almeno una trentina, ma nessuno in buone condizioni. Le interiora erano sparse, in ogni caso, sullo sfondo stradale, quindi non posso ancora vantare l’esperienza. Appena ne vedo uno vivo mi potro’ fare un’idea un po’ piu’ precisa di come e’ fatto questo animale.

Cosi’, particolari, cose che accadono, la vita che scorre. E tutto il quadro prende forma di nuovo, la nebbia si dirada e si coimincia a vedere la nuova scena di questa vita che mi accade.

Giacomo